si può coltivare
un buon
Tè verde
in Sicilia;
un agricoltore,
dotato di spirito di osservazione,
ci ha provato
e i risultati
sono stati buoni
Ecco il servizio della Rai regionale all'agricoltore di Pietraperzia
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domenica 12 luglio 2020
sabato 27 ottobre 2018
Grano duro, difendere la produzione agricola in Sicilia
Un Decreto
ministeriale stabilisce, di fatto, che il Mezzogiorno dovrà produrre meno grano
duro biologico. Provvedimento che colpisce, in particolare, la Sicilia, prima
Regione italiana nell’agricoltura biologica.
Ricordo che mio padre faceva seminare un anno fave ed
un anno grano e che bastava per rigenerare il terreno. Ho chiesto ad un mio
amico Agronomo, Liborio Mastrosimone, un parere tecnico. (fr.z)
Il parere sell’Agronomo
Ricordi bene
– per tutelare la fertilità del terreno esistono 1000 tecniche la migliore per
mia esperienza personale era il DEBBIO” Pratica di bruciare le stoppie dei
cereali dopo la mietitura, interrando poi le ceneri per migliorare il terreno”
che sicuramente ricordi – oggi vietata - il Ministro Leghista Centinaio copre
interessi industriali e di commercio internazionale – nella realtà siciliana il
biologico ha permesso il proliferare di piccole aziende che producono prodotti
trasformati biologici compresa la pasta(che non richiede grossi impegni
finanziari) che venduta a prezzi vicini alla pasta tradizionale €0, 60/0,70 per
gr.500 – contro € 1,20 per gr.500 di Voiello preparata con grano italiano
prodotto anche al Nord, crea concorrenza
domenica 8 aprile 2018
Il BIOLOGICO può dare lavoro
Gli ultimi dati ufficiali, quelli di fine 2016, parlano infatti di 72.154
operatori certificati e di 1 milione 795 mila 650 ettari di superfici
coltivati. Per entrambi si tratta di una crescita del 20% su base annua, «un
numero enorme, ma che sicuramente sarà confermato anche per 2017 e 2018»
Dal 2013 al 2016 il numero di aziende agricole biologiche è aumentato del
40%, mentre nell’agricoltura tradizionale in 20 anni l’Istat ha registrato un
crollo del 46%.
Nel 2016 l’Italia è risultata essere il Paese europeo con la maggiore
crescita nel bio. E nel 2017 si è verificato un boom della vendita dei prodotti
bio nella grande distribuzione: +16,6%, giro d’affari di 1 miliardo e 451
milioni.
Nomisma riferisce che nel 2017 le vendite di biologico in Italia hanno
toccato i 3,5 miliardi nel mercato domestico (+15% rispetto al 2016). E anche
l’export del bio nostrano è andato bene: quasi 2 miliardi. …..
ESCLUSIONE DI OGM E PESTICIDI. Fa pendere l’ago della
bilancia verso il bio anche l’esclusione degli organismi geneticamente
modificato (Ogm) e dei pesticidi dall’intero ciclo produttivo. L’Italia esporta
in tutta Europa e la Germania rappresenta il maggior cliente: pesa per quasi il
40% del nostro export.
VECCHIO MODELLO ORMAI
INSOSTENIBILE. Non solo. Per ogni italiano l’agricoltura convenzionale immette
nell’ambiente 70,5 chilogrammi di pesticidi.
….per maggiori dettagli informativi su ….
venerdì 9 marzo 2018
Se fila liscio l’OLIO in Meridione può dare lavoro
Olive Oil Award – la competizione tra produttori di olio d'oliva, che si è svolta a Norimberga, riconosce l’olio d'oliva prodotto in
provincia di Caltanissetta per qualità tra i migliori del mondo. Continua su …
mercoledì 14 giugno 2017
Ieri non ho fatto benzina
Andavo spesso a fare il rifornimento di benzina in
una stazione di servizio dove c’era l’omino che ti dava una mano e pagavi. Poi
l’omino e scomparso, facevo benzina da solo e poi andavo a pagare alla cassiera
in uscita. Ieri ho potuto notare che il gabbiotto della cassiera è stato chiuso
e che tutto dovevo fare io con banconote o con carta di credito. Ebbene ieri
non ho fatto benzina. Mi cercherò oggi una stazione di servizio con l’omino o
almeno la cassiera.
?Ma come si può trovare lavoro se si elimina ogni
giorno l’uomo dal lavoro?
E il tutto
con la promessa di un miserabile sconto di alcuni centesimi.
?E se lo STATO, quello Stato tanto vituperato che
mette le tasse, mettesse una tassa sulle macchine che sostituiscono l’uomo? In
qualche modo ci dovrebbero fare un pensierino in più prima di scartare l’uomo.
(f.z.)
mercoledì 10 maggio 2017
una capretta per vivere di lavoro
Dall’Etiopia al Trentino, senza mezzi, poi ricordi che al tuo
paese una capra sopravvive con pochi sterpi, e chiedi aiuto a quell’animale …
Una storia esemplare di una ragazza etiope che in Trentino ha
creato il un lavoro per sopravvivere e vivere … ecco il link
sabato 6 maggio 2017
Se 6 giovani ci provano …
Se 6 giovani ci provano a mettere insieme le loro competenze professionali nel campo del riciclo dei rifiuti urbani può succedere
quello che è accaduto: produrre un ottimo fertilizzante dai rifiuti delle fogne urbane. Non è accaduto in Italia, anche se i 6 giovani sono italiani. La loro pagina facebook ci dà qualche dettaglio in più sulla loro impresa:
quello che è accaduto: produrre un ottimo fertilizzante dai rifiuti delle fogne urbane. Non è accaduto in Italia, anche se i 6 giovani sono italiani. La loro pagina facebook ci dà qualche dettaglio in più sulla loro impresa:
Potrebbe succedere anche in Italia,
basta che il Comune di una città italiana dia fiducia
a un 6 giovani così, e quella che si chiama fogna può produrre ricchezza e LAVORO.
mercoledì 22 febbraio 2017
Con i tassisti o con le concentrazioni?
Che i tassisti siano un po’ corporativi nel difendere
il proprio lavoro e non hanno voluto l’arrivo di tanti altri tassisti, è una
storia del passato che conosciamo. Ma ora i tassisti stanno lottando non solo per
difendere le loro prerogative; stanno lottando per non essere spazzati via
dall’avanzare delle grandi concentrazioni capitalistiche nel settore del
trasporto.
domenica 19 febbraio 2017
Allarme caduta prezzi del riso italiano
Allarme rosso per il riso
italiano. Il timore di un collasso dei prezzi è reale.
A Novara il Carnaroli, che i
consumatori trovano sugli scaffali almeno a due euro al chilo, è stato quotato
lunedì scorso da 350 fino a 390 euro la tonnellata. Negli anni scorsi era
arrivato quasi al triplo.
sabato 18 febbraio 2017
Danimarca agricoltura biologica al 100% entro il 2020
A quando in Italia? E si potrebbe
avere anche un incremento occupazionale se si pensa al riciclo dei rifiuti
organici e al maggior impiego della mano d’opera in agricoltura.
In Danimarca sono almeno 25 anni che si sperimentano metodi per
l’agricoltura “biologica”. Nei quasi dieci anni dal 2007 ad oggi, la produzione
di cibo organico e’ aumentata del 200%.
giovedì 2 febbraio 2017
Palermo: energia elettrica dal mare si può ...
Una soluzione rivoluzionaria arriva
dall’Università di Palermo.
Con
l’acqua di mare si può produrre energia elettrica sfruttando gli impianti
di dissalazione. Energia pulita a basso costo e a impatto ambientale zero, che
al contrario di quella eolica o solare non ha bisogno della presenza di vento o
luce diurna per essere prodotta.
venerdì 27 gennaio 2017
In Italia neanche il più misero lavoro è libero
Sono almeno una settantina, la gran parte
laureati o diplomati. Ma disoccupati. E oggi candidati a diventare lustrascarpe
nelle centralissime vie di Palermo.
Candidati per diventare lustrascarpe?
Candidati!
martedì 24 gennaio 2017
Che fine hanno fatto le nostre mandorle?
Mandorle californiane a 14,5€ al chilo sui banconi italiani, mentre le mandorle siciliane e pugliesi sono introvabili
venerdì 20 gennaio 2017
Ricercare all’estero o coltivare la terra in Italia
Si può ripartire dall’Agricoltura?
Qui la storia di una ricercatrice di 33 anni con laurea in
Biotecnologie mediche e un dottorato di ricerca in Scienze e Tecnologie
Cliniche. Con un curriculum di esperienze all’estero come ricercatrice: una
carriera costruita tra viaggi, rinunce e nessuna prospettiva solida per il
futuro.
“Cresceva la voglia di stabilità e ritenevo insopportabili i
discorsi sui “poveri ricercatori” costretti ad andare all’estero per trovare
lavoro. Io volevo stare in Italia e non avevo più intenzione di spostarmi
controvoglia. Se non potevo far la ricercatrice qui avrei fatto altro”.
L’altro è diventato un progetto: un’azienda agricola che si
occupa di viticoltura e allevamento ovino.
Qui i dettagli di questa esperienza: http://www.huffingtonpost.it/2017/01/10/katy-ricercatrice-azienda-agricola_n_14075596.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001
domenica 15 gennaio 2017
Sfrutta zero – esperienza di economia solidale
Sono
tre realtà: Diritti
a sud di Nardò (Lecce), Netzanet-Solidaria di Bari e l’Osservatorio Migranti
Basilicata/Fuori dal Ghetto di Palazzo San Gervasio e Venosa (Potenza) che
hanno creato ‘Sfrutta zero’, un progetto di tipo cooperativo e
mutualistico che mette al centro migranti, contadini, giovani precari e
disoccupati che vogliono avviare o continuare un’attività lavorativa,
attraverso la produzione di prodotti locali e conserve per costruire sul
territorio relazioni ed economie solidali.
sabato 14 gennaio 2017
Può arrivare lavoro dai Musei?
Un 2016 ancora record per i musei statali italiani, che con 44,5 milioni
di visitatori e incassi per oltre 172 mln di euro registrano un incremento
rispettivamente del 4% e del 12% rispetto al 2015, pari a 1,2 mln di visitatori
in più e a 18,5 mln di euro di incassi in più . Lo annuncia il ministro della
cultura Dario Franceschini, che sottolinea il buon risultato della sua riforma:
"6 mln in più in un triennio, che rappresentano un incremento del 15% e
hanno portato ad un aumento degli incassi pari a 45mln".
giovedì 12 gennaio 2017
Manca il lavoro: intanto la posta non parte e non arriva
5mila
tonnellate di corrispondenza in giacenza a Peschiera Borromeo, un piano di
riorganizzazione prevede di dimezzare gli addetti. In Brianza scenderanno a 180.
E si
prevede per il 2017 un peggioramento del servizio.
giovedì 22 dicembre 2016
Lavoro dal biologico
Una
domanda di cibo biologico in continua crescita e un’offerta che stenta a
decollare, costringendo le industrie alimentari ad approvvigionarsi all’estero.
I cereali biologici in Italia sono sempre più richiesti, ma la conversione
delle superfici coltivate procede a rilento, nonostante la redditività per
ettaro sia nettamente superiore a quella del convenzionale.
Sia perché le aziende trasformatrici hanno esigenza di creare
filiere biologiche al 100% e sono quindi disposte a riconoscere prezzi molto
alti per granelle e farine coltivate senza l’impiego della chimica di sintesi,
sia perché la politica agricola europea sostiene con interessanti incentivi le
imprese agricole che decidono di convertirsi (Il Programma di Sviluppo
Rurale (Psr) del Veneto ha stanziato 559 euro l’ettaro per la conversione dei
seminativi).
«In Italia c’è un problema culturale da superare – afferma Massimo Roncon, titolare di Agricola Grains – la stragrande maggioranza degli agricoltori è legata alle pratiche tradizionali, anche se negli ultimi anni la crescita esponenziale della domanda e gli incentivi dei Psr stanno pian piano convincendo molto imprenditori a sposare un nuovo modo di fare agricoltura, più redditizio e anche più sostenibile».
Tra le colture estensive bio più richieste ci sono il grano tenero (utilizzato per confezionare prodotti da forno e amido), il grano duro (per la pasta), il girasole (per produrre olio di semi) e la soia. Un terzo dei cereali bio italiani o dei derivati finisce all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e nel Nord Europa, con il risultato che le industrie alimentari italiane sono costrette a importare materia prima dall’estero (in particolare dall’Est Europa) per soddisfare le richieste di prodotti bio del mercato.
«In Italia c’è un problema culturale da superare – afferma Massimo Roncon, titolare di Agricola Grains – la stragrande maggioranza degli agricoltori è legata alle pratiche tradizionali, anche se negli ultimi anni la crescita esponenziale della domanda e gli incentivi dei Psr stanno pian piano convincendo molto imprenditori a sposare un nuovo modo di fare agricoltura, più redditizio e anche più sostenibile».
Tra le colture estensive bio più richieste ci sono il grano tenero (utilizzato per confezionare prodotti da forno e amido), il grano duro (per la pasta), il girasole (per produrre olio di semi) e la soia. Un terzo dei cereali bio italiani o dei derivati finisce all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e nel Nord Europa, con il risultato che le industrie alimentari italiane sono costrette a importare materia prima dall’estero (in particolare dall’Est Europa) per soddisfare le richieste di prodotti bio del mercato.
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sabato 10 dicembre 2016
Lavoro dal zafferano in Sardegna
Lavoro
da un fiore prezioso
A San
Gavino sono impiegati circa 30 ettari di terreno, vengono prodotti circa 200
chilogrammi di stimmi e le persone coinvolte sono all’incirca un centinaio di
produttori circa. Sì, ci sono giovani che si stanno avvicinando a questa realtà
…
venerdì 2 dicembre 2016
il nostro Panettone in Gran Bretagna
Nella Food Hall di Selfridges,
uno dei migliori grandi magazzini di Londra, le vendite di panettone stanno
superando quelle di pudding 2 a 1. Da Waitrose, grande catena di
supermercati di qualità, le vendite sono aumentate del 56 per cento rispetto
allo scorso anno.
Tutto ciò avviene nonostante
il calo della sterlina provocato dalla vittoria della Brexit che ha di fatto
alzato il prezzo dei prodotti importati.
Ma le nostre eccellenze
devono sempre guardarsi le spalle dalle imitazioni, già comincia
a circolare una versione di panettone “made in Britain”, ovviamente,
ha tutto un altro sapore rispetto all’originale.
Difendere e promuovere con la
qualità i nostri prodotti “made in Italy” è una scelta che corrisponde a lavoro per le
nostre aziende.
http://www.xlifestyle.eu/gran-bretagna-panettone-batte-christmas-pudding/
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