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domenica 8 aprile 2018

Il BIOLOGICO può dare lavoro


Gli ultimi dati ufficiali, quelli di fine 2016, parlano infatti di 72.154 operatori certificati e di 1 milione 795 mila 650 ettari di superfici coltivati. Per entrambi si tratta di una crescita del 20% su base annua, «un numero enorme, ma che sicuramente sarà confermato anche per 2017 e 2018»
Dal 2013 al 2016 il numero di aziende agricole biologiche è aumentato del 40%, mentre nell’agricoltura tradizionale in 20 anni l’Istat ha registrato un crollo del 46%.
Nel 2016 l’Italia è risultata essere il Paese europeo con la maggiore crescita nel bio. E nel 2017 si è verificato un boom della vendita dei prodotti bio nella grande distribuzione: +16,6%, giro d’affari di 1 miliardo e 451 milioni.
Nomisma riferisce che nel 2017 le vendite di biologico in Italia hanno toccato i 3,5 miliardi nel mercato domestico (+15% rispetto al 2016). E anche l’export del bio nostrano è andato bene: quasi 2 miliardi.  …..
ESCLUSIONE DI OGM E PESTICIDI. Fa pendere l’ago della bilancia verso il bio anche l’esclusione degli organismi geneticamente modificato (Ogm) e dei pesticidi dall’intero ciclo produttivo. L’Italia esporta in tutta Europa e la Germania rappresenta il maggior cliente: pesa per quasi il 40% del nostro export.
VECCHIO MODELLO ORMAI INSOSTENIBILE. Non solo. Per ogni italiano l’agricoltura convenzionale immette nell’ambiente 70,5 chilogrammi di pesticidi.
….per maggiori dettagli informativi su ….

domenica 30 ottobre 2016

lavoro dall’economia verde


Dall'energia alla riqualificazione edilizia, dalla mobilità sostenibile al riciclo dei rifiuti alla manutenzione del territorio, l'associazione ambientalista indica interventi "fattibili e nell'interesse generale" che potrebbero generare 2 miliardi di euro ogni anno già dal 2017, "molti di più ripensando anche Iva e fiscalità sull'energia per spingere gli investimenti in innovazione". 
È la ricetta e la sfida che Legambiente ha lanciato  al Governo, presentando
per la legge di Bilancio 2017.

lunedì 18 aprile 2016

vince la trivella


Ecco il saluto de Presidente del Consiglio: “Credo che abbiano vinto gli ingegneri, gli impiegati e gli operai che hanno mantenuto il lavoro, ha vinto chi lavora nelle piattaforme".

Il mar Mediterraneo resterà a rischio, resterà a rischio il lavoro di tutti quelli che lavorano sulla sua ricchezza naturale come pescatori e come operatori del turismo; centinaia di migliaia di lavoratori resteranno a rischio;   una marea nera causata da un incidente sarà sempre possibile,  c’è solo da sperare che non accada.

giovedì 14 aprile 2016

Il mare è nutrimento e lavoro – Il 17 Aprile vota Sì

Ci hanno detto che votando Sì, si mettono in difficoltà i lavoratori che operano sulle piattaforme.
Ebbene non è così.
Con il Sì, si vuole eliminare la concessione automatica e fatta in eterno dal Governo Renzi alle società petrolifere.
Gli impianti di estrazione esistenti potranno rimanere a lavorare fino alla prevista scadenza del contratto.
Ogni contratto deve avere una sua scadenza, è un principo che esiste per tutti contratti, e se il Governo vuole potrà rinnovarlo dopo un’attenta verifica e valutazione della sicurezza degli impianti e non al buio come prevede la norma che si vuole abrogare con il referendum.
A questi due link una più dettagliata informazione sul quesito referendario
Il mare non può essere zona franca dei petrolieri, il mare è una grande riserva naturale e nutrizionale, il mare dà lavoro ai pescatori, il mare pulito incrementa tutto il settore turistico che dà lavoro a milioni di addetti. Un disastro petrolifero sul mare può provocare una catastrofe per centinaia di migliaia di lavoratori.
Ecco cosa accadde nel golfo del Messico
Ecco cosa è accaduto un mese fa nelle coste della Tunisia
Occorre votare Sì proprio per preservare il lavoro di tutti quelli che lavorano sulla ricchezza naturale del mare e per preservarlo come grande fonte economica di ricchezza.
Il voto attualmente riguarda 12 chilometri dalla costa, ma la vittoria del Sì potrà essere un primo monito dato all’Europa e a tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, per la tutela del MARE DI TUTTI,  IL MEDITERRANEO. Il Mediterraneo si dovrà liberare di tutte le trivelle vicine e lontane e anche degli oleodotti e petroliere che lo attraversano. L’era del petrolio deve essere archiviata dalla storia per inziare la nuova era delle energie rinnovabili, capaci di dare molto più lavoro e capaci di preservare l’enorme ricchezza del mare.
Francesco Zaffuto

immagine - pescatori sulla riva del mare - Giovanni Rovero