si può coltivare
un buon
Tè verde
in Sicilia;
un agricoltore,
dotato di spirito di osservazione,
ci ha provato
e i risultati
sono stati buoni
Ecco il servizio della Rai regionale all'agricoltore di Pietraperzia
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domenica 12 luglio 2020
giovedì 9 luglio 2020
In provincia di Caltanissetta nascerà un grande impianto di compostaggio - speriamo
Autorizzato impianto di compostaggio a Santa Caterina. Tratterà 27 mila tonnellate di organico da trasformare in compost
L’impianto tratterà ogni tipo di rifiuto organico “che può essere facilmente trasformato in compost, un prodotto utile da riutilizzare in agricoltura migliorando la qualità del terreno soprattutto nei casi in cui quest’ultimo sia stato impoverito da pratiche agricole intensive”. notizia al link sopra riportato
sabato 4 luglio 2020
Nuovi robot per l'agricoltura
In arrivo nuovi robot per l'agricoltura
l diserbo meccanico - sotto i riflettori come risposta alternativa al controllo chimico delle malerbe - oggi dispone di macchinari intelligenti e autonomi che sfruttando sensori, telecamere e sistemi di guida migliorano l'efficienza di lavoro, facilitano l'attività degli operatori e mitigano l'impatto ambientale.
più informazioni su https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agrimeccanica/2020/07/02/diserbo-meccanico-arrivano-i-robot/67258?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_term=ev&utm_content=post&utm_campaign=AgroNotizie+2020&fbclid=IwAR1F-h6CHs0OsbiqNW-fhhdYEo3CF-OJKqsDVvEa7jApFTEDAHuP_mV1xAQ
buono l'aiuto dei robot - ?ma quando diminuirà l'oppressione del lavoro e l'oppressione della mancanza di lavoro?
post inserito il 04/07/2020
l diserbo meccanico - sotto i riflettori come risposta alternativa al controllo chimico delle malerbe - oggi dispone di macchinari intelligenti e autonomi che sfruttando sensori, telecamere e sistemi di guida migliorano l'efficienza di lavoro, facilitano l'attività degli operatori e mitigano l'impatto ambientale.
più informazioni su https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agrimeccanica/2020/07/02/diserbo-meccanico-arrivano-i-robot/67258?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_term=ev&utm_content=post&utm_campaign=AgroNotizie+2020&fbclid=IwAR1F-h6CHs0OsbiqNW-fhhdYEo3CF-OJKqsDVvEa7jApFTEDAHuP_mV1xAQ
buono l'aiuto dei robot - ?ma quando diminuirà l'oppressione del lavoro e l'oppressione della mancanza di lavoro?
post inserito il 04/07/2020
sabato 27 giugno 2020
sabato 27 ottobre 2018
Grano duro, difendere la produzione agricola in Sicilia
Un Decreto
ministeriale stabilisce, di fatto, che il Mezzogiorno dovrà produrre meno grano
duro biologico. Provvedimento che colpisce, in particolare, la Sicilia, prima
Regione italiana nell’agricoltura biologica.
Ricordo che mio padre faceva seminare un anno fave ed
un anno grano e che bastava per rigenerare il terreno. Ho chiesto ad un mio
amico Agronomo, Liborio Mastrosimone, un parere tecnico. (fr.z)
Il parere sell’Agronomo
Ricordi bene
– per tutelare la fertilità del terreno esistono 1000 tecniche la migliore per
mia esperienza personale era il DEBBIO” Pratica di bruciare le stoppie dei
cereali dopo la mietitura, interrando poi le ceneri per migliorare il terreno”
che sicuramente ricordi – oggi vietata - il Ministro Leghista Centinaio copre
interessi industriali e di commercio internazionale – nella realtà siciliana il
biologico ha permesso il proliferare di piccole aziende che producono prodotti
trasformati biologici compresa la pasta(che non richiede grossi impegni
finanziari) che venduta a prezzi vicini alla pasta tradizionale €0, 60/0,70 per
gr.500 – contro € 1,20 per gr.500 di Voiello preparata con grano italiano
prodotto anche al Nord, crea concorrenza
domenica 8 aprile 2018
Il BIOLOGICO può dare lavoro
Gli ultimi dati ufficiali, quelli di fine 2016, parlano infatti di 72.154
operatori certificati e di 1 milione 795 mila 650 ettari di superfici
coltivati. Per entrambi si tratta di una crescita del 20% su base annua, «un
numero enorme, ma che sicuramente sarà confermato anche per 2017 e 2018»
Dal 2013 al 2016 il numero di aziende agricole biologiche è aumentato del
40%, mentre nell’agricoltura tradizionale in 20 anni l’Istat ha registrato un
crollo del 46%.
Nel 2016 l’Italia è risultata essere il Paese europeo con la maggiore
crescita nel bio. E nel 2017 si è verificato un boom della vendita dei prodotti
bio nella grande distribuzione: +16,6%, giro d’affari di 1 miliardo e 451
milioni.
Nomisma riferisce che nel 2017 le vendite di biologico in Italia hanno
toccato i 3,5 miliardi nel mercato domestico (+15% rispetto al 2016). E anche
l’export del bio nostrano è andato bene: quasi 2 miliardi. …..
ESCLUSIONE DI OGM E PESTICIDI. Fa pendere l’ago della
bilancia verso il bio anche l’esclusione degli organismi geneticamente
modificato (Ogm) e dei pesticidi dall’intero ciclo produttivo. L’Italia esporta
in tutta Europa e la Germania rappresenta il maggior cliente: pesa per quasi il
40% del nostro export.
VECCHIO MODELLO ORMAI
INSOSTENIBILE. Non solo. Per ogni italiano l’agricoltura convenzionale immette
nell’ambiente 70,5 chilogrammi di pesticidi.
….per maggiori dettagli informativi su ….
domenica 25 marzo 2018
IATTURA Xylella 2018
Sono 2924 gli ulivi infetti da xylella in
Puglia nella cosiddetta fascia di contenimento. Il dato aggiornato appreso
dall'ANSA da esperti della Regione Puglia racconta di un'ulteriore crescita di
casi positivi all'infezione
La iattura della Xylella deve farci riflettere per una
agricoltura capace di far fronte alle
catastrofi. E' necessario il potenziamento della ricerca per attivare le necessarie tecnologie di
difesa ed è necessario un sistema
assicurativo degli agricoltori a livello nazionale per non abbandonare quelli
che cadono in disgrazia.
mercoledì 11 ottobre 2017
Lavoro dall’UVA in Sicilia
Avanzano nuove
tecniche di coltivazione e nuove imprese nel settore agricolo dell’UVA in
Sicilia …
La tecnica di
coltivazione usata da Geva (circa 16mila piante in vaso con un sesto di 40
centimetri in grado di produrre 480 quintali per ettaro contro i 300 di media)
venerdì 1 settembre 2017
Vendemmia senza voucher
Senza i voucher che in qualche modo davano trasparenza e
tracciabilitá a diverse tipologie di attività occasionali in agricoltura, si evidenziano difficoltà a ridosso della
vendemmia.
domenica 23 aprile 2017
Persa la terra del pane e del lavoro
Negli
ultimi 25 anni l'Italia ha perso oltre un quarto della terra coltivata (-28%).
E' quanto stima Coldiretti in occasione della Giornata della Terra
Lungo la nostra penisola sul banco degli
imputati, secondo la Coldiretti, "cementificazione e abbandono dei terreni
provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie
agricola utilizzabile in Italia ad appena 12,8 milioni di ettari. Il risultato
è che sono saliti a 7.145 i comuni italiani, ovvero l'88,3%, che sono a rischio
frane e/o alluvioni, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Per
proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l'Italia - è l'appello
Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria
disponibilità di terra fertile".
Politica ed istituzioni
debbono comprendere che un terreno riservato all’agricoltura dà pane e lavoro
nel tempo, si potrebbe dire in eterno; mentre il terreno riservato alle speculazioni
edilizie non dà pane e dà lavoro solo per un periodo di tempo limitato alla edificazione.
martedì 24 gennaio 2017
Che fine hanno fatto le nostre mandorle?
Mandorle californiane a 14,5€ al chilo sui banconi italiani, mentre le mandorle siciliane e pugliesi sono introvabili
venerdì 20 gennaio 2017
Ricercare all’estero o coltivare la terra in Italia
Si può ripartire dall’Agricoltura?
Qui la storia di una ricercatrice di 33 anni con laurea in
Biotecnologie mediche e un dottorato di ricerca in Scienze e Tecnologie
Cliniche. Con un curriculum di esperienze all’estero come ricercatrice: una
carriera costruita tra viaggi, rinunce e nessuna prospettiva solida per il
futuro.
“Cresceva la voglia di stabilità e ritenevo insopportabili i
discorsi sui “poveri ricercatori” costretti ad andare all’estero per trovare
lavoro. Io volevo stare in Italia e non avevo più intenzione di spostarmi
controvoglia. Se non potevo far la ricercatrice qui avrei fatto altro”.
L’altro è diventato un progetto: un’azienda agricola che si
occupa di viticoltura e allevamento ovino.
Qui i dettagli di questa esperienza: http://www.huffingtonpost.it/2017/01/10/katy-ricercatrice-azienda-agricola_n_14075596.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001
domenica 15 gennaio 2017
Sfrutta zero – esperienza di economia solidale
Sono
tre realtà: Diritti
a sud di Nardò (Lecce), Netzanet-Solidaria di Bari e l’Osservatorio Migranti
Basilicata/Fuori dal Ghetto di Palazzo San Gervasio e Venosa (Potenza) che
hanno creato ‘Sfrutta zero’, un progetto di tipo cooperativo e
mutualistico che mette al centro migranti, contadini, giovani precari e
disoccupati che vogliono avviare o continuare un’attività lavorativa,
attraverso la produzione di prodotti locali e conserve per costruire sul
territorio relazioni ed economie solidali.
giovedì 17 novembre 2016
Un mulino di comunità per il Salento
Ha preso il via la raccolta fondi per la nascita del primo
mulino di comunità della Puglia.
«Avere un mulino con macine in pietra - sottolineano i
promotori dell'iniziativa - significa garantire la lavorazione di qualita' dei
cereali antichi per ottenere farine sane. Se quel mulino, però, è di comunità,
allora la sfida è doppia: significa dare a giovani contadini l'opportunità di
reinventare dal basso, collettivamente, le sorti di un pezzo di
territorio".
L'iniziativa è voluta dall'associazione Casa delle Agriculture
Tullia e Gino, che da anni si occupa di riconversione in agricoltura naturale
di terreni abbandonati, ceduti in comodato d'uso gratuito. A sostenere la
campagna è un'intera rete fatta di associazioni e piccoli produttori,
coordinati da SalentoKm0, oltre che di semplici cittadini. L'obiettivo
economico da raggiungere è di 47.700 euro. Non si parte da zero: al momento,
sono già stati raccolti 8mila euro. ….
Proseguire lettura su ….
martedì 15 novembre 2016
Pastori di api, lavoro d’inseminazione
Si sta diffondendo un lavoro nuovo e del tutto
particolare, PASTORI DI API: trasportano di notte migliaia di alveari e li
aprono al mattino quando i fiori guardano al sole.
Sono loro i protagonisti di una pratica
indispensabile alla produzione di cibo e alla sopravvivenza degli
impollinatori. Un nomadismo che fino a qualche decennio fa poteva sembrare
folcloristico. Ora che la popolazione mondiale delle api registra anno dopo
anno un drammatico declino sta diventando invece un lavoro indispensabile per
arginare i rischi di gravi ripercussioni sulla qualità e la quantità dei
raccolti e, in ultima analisi, sulla possibilità che il Pianeta abbia cibo a
sufficienza per sfamarsi.
A questo link l’inchiesta di Repubblica su
questo nuovo mestiere
sabato 17 settembre 2016
Se i giovani ritrovano la terra
Girando sul web
sempre più si incontrano iniziative di lavoro in agricoltura
Qui riportiamo da facebook
sempre più si incontrano iniziative di lavoro in agricoltura
Qui riportiamo da facebook
Mario è figlio di una famiglia di agricoltori tradizionali di Nicosia. I suoi genitori hanno fatto di tutto per allontanare i figli, compreso Mario, dalla terra, il cui lavoro ha tolto loro quasi il respiro.
Mario così ha provato a vivere sei anni in Inghilterra. Lì ha conosciuto Josephine una ragazza italiana, alla quale Milano, la sua città d'origine, stava stretta.
Convinto o forse illuso che esistesse anche in quel Paese un modello agricolo naturale, come quello del suo paesino siciliano, ha deciso di fare un'esperienza negli allevamenti.
E' stato per lui terribile, perchè il 90 % degli allevamenti inglesi sono intensivi, senza nessun interesse reale per il benessere degli animali, trattati alla stregua di macchine. Ecco dove "il progresso zootecnico" sta andando e quello a cui il mondo sta tendendo. Si rottama un animale come un auto ogni 8/9 anni. Nè più e nè meno.
lunedì 12 settembre 2016
DALLA TERRA LAVORO
Come ben racconta l’ultimo rapporto di Fondazione Symbola
dedicato all’agricoltura, sono ben 77 i prodotti in cui la quota di mercato
mondiale dell’Italia è tra le prime tre al mondo, 23 – pasta, pomodori, aceto,
olio, fagioli, tra questi – in cui è la prima.
Nessun paese Europeo ha tanti produttori quanti ne ha
l’Italia, che ne può contare ben 43.852, il 17% di tutti i produttori europei
Proponiamo
in lettura questo post dal blog Lospillo
mercoledì 16 dicembre 2015
Se avete un pezzo di terra ...
La laurea non
ha dato alcuna possibilità lavorativa o solo lavori umili e senza prospettiva. Comincia
a delinearsi tra i giovani la soluzione di mandare al diavolo il mito della
città, per scegliere la vita del contadino. Ritornano alla terra con competenze
culturali e scientifiche e si stanno creando nuove aziende. Se hanno un pezzo
di terra questa volta non lo abbandonano.
Nel
2015 in Italia sono nate 11.485 imprese agricole, il 17 per cento di queste
start-up è guidato da giovani under 30 che, in un caso
su tre, hanno una laurea: sono le cifre di una “rivoluzione verde” che aiuta
l’Italia a fatturare più di 21 miliardi di euro nell’export agroalimentare nei
primi sette mesi del 2015.
immagine – Pozzetto nel vecchio Film “Il
ragazzo di campagna”
domenica 26 ottobre 2014
Torino A come agricoltura
Nel terreno di quella che è stata la Fiat, nella Torino
abbandonata da Marchionne si scopre la A come agricoltura, una
agricoltura attenta alla qualità del cibo, al rispetto per l’ambiente e al
rispetto degli uomini che ci lavorano
In questi giorni (23-27 ottobre) si
sta svolgendo presso il Lingotto Fere di Torino , la diciottesima edizione
del Salone del Gusto e Terra Madre 2014.
In soli 2 giorni ci sono stati 80
mila visitatori, molti giovani e intere scolaresche; un successo per Carlo
Petrini, detto Carlin, anima, mente e braccio di Slow Food e di Terra Madre,
che con questa edizione è riuscito a realizzare un’Arca internazionale dedicata
alla tutela della biodiversità e all’agricoltura familiare.
L’agricoltura può dare pane e lavoro ed anche
un po’ di allegria e di felicità se ben indirizzata verso i bisogni dell’uomo.
Agricoltura significa anche una precisa proposta per i paesi in via di sviluppo
e in particolare per l’Africa.
Carlo Petrini ha ricordato che il cibo è un
patrimonio dell'umanità tutta, e che bisogna condividere e far circolare
l'idea che il cibo sia nutrimento, cultura, economia e…felicità. Arrivare ad una visione di intelligenza
affettiva, di condivisione delle risorse tramite il cibo e la sua produzione
e che così come esiste il valore del "bello", così c'è il
valore del gusto, che va coltivato e insegnato.
Occorre prendere atto che siamo seduti su una
miniere d'oro e questa è il settore agro-alimentare, e che dobbiamo
tornare alla terra, in quanto "non mangeremo i computer". Negli anni
'50 i contadini erano in Italia il 50%, ora sono solo il 3%, e questo ci deve
far riflettere.
Valorizzare la diversità, come forza
creatrice, investire nella reciprocità, tipica delle civiltà rurali, puntare
sul dialogo e sull’incontro tra contadini e, ad un grado superiore, tra uomini:
in questi tre passaggi si deve condensare il processo di trasformazione della
società mondiale. Che, soprattutto, deve portare a far crescere l’economia
verde e far decrescere i consumi industriali.
“I principali depositari
dei saperi tradizionali sono
gli indigeni, i contadini, le donne e gli anziani”, ha detto Petrini,
sottolineando come proprio questa gente umile sia portatrice di una nuova
rivoluzione “dal basso”, rivoluzione che Terra Madre ha il compito di
contribuire a realizzare. “Tutto deve cominciare e tutto è già ricominciato”,
ha proseguito Petrini, rivolgendosi ai molti giovani presenti, “a voi è stata
data una grande opportunità: conciliare la scienza e le moderne tecnologie con
i saperi tradizionali”.
domenica 1 giugno 2014
Potrebbe aiutarci il peperoncino
Occupazione, crisi, che fare?
Potrebbe aiutarci il peperoncino.
Riflettiamo un attimo su questa
notizia sul peperoncino parzialmente avvelenato che importiamo dal Vietnam
https://it.finance.yahoo.com/notizie/coldiretti-allarme-peperoncino-made-vietman-%C3%A8-contaminato-070116730.html
In pratica importiamo peperoncino
(273.800 chili nel solo 2013) e spesso nocivo per residui chimici.
E’ evidente che possiamo produrlo
noi, magari in Calabria dove c’è una grande tradizione di questo prodotto dell’agricoltura,
aggiungerci una targhetta DOC che rassicuri sulla qualità di prodotto. Non
manca terra in Calabria e non mancano braccia disoccupate.
??? L’Italia ha veramente bisogno di
importare prodotti agroalimentari per 39
miliardi di euro l’anno ???
Immagine – foto peperoncino da http://it.wikipedia.org/wiki/Capsicum#mediaviewer/File:Capsicum_peperoncino.jpg
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