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venerdì 10 luglio 2020

Metodi di licenziamento all'epoca del coronavirus

«Il suo rapporto di lavoro è terminato».
Alcuni imprenditori hanno agito velocemente, all’inizio dell’emergenza, subito dopo il caso di Codogno, prima dell’arrivo del decreto Cura Italia che ha bloccato i licenziamenti.

Il blocco dei licenziamenti - prorogato fino al 17 agosto - ha probabilmente evitato i danni peggiori.  La diga legislativa, però, non ha tenuto fino in fondo. Dimissioni volontarie - a volte forzate -, risoluzioni consensuali dei rapporti di lavoro, fino a casi, che sfiorano l’assurdo, di “sospensioni” da lavoro e stipendio. Un limbo, questo, che ha colpito, ad esempio, le lavoratrici delle mense scolastiche comunali di Roma.

La gran parte delle aziende ha scelto di non anticipare gli ammortizzatori sociali, scaricando l’onere sull’Inps. E l’istituto, come è ormai noto, è andato in tilt, accumulando ritardi nei pagamenti.   
L’osservatorio dell’Inps nell’ultimo rapporto pubblicato qualche giorno fa ha evidenziato un saldo negativo di 359 mila contratti non rinnovati nel solo mese di marzo    Continua sull'Inchiesta dell'ESPRESSO

martedì 18 dicembre 2018

Ball... e c'è chi a Natale perderà il lavoro

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA - Ball conferma il proprio impegno a portare a termine la chiusura dello stabilimento di San Martino sulla Marrucina (Chieti).
Per i 70 addetti procedura di licenziamento scadrà il 25 dicembre prossimo

giovedì 7 giugno 2018

Messincena con funerale di Marchionne per la Cassazione è motivo di licenziamento


La pantomima  teatrale con funerale di Marchionne, inscenata dai lavoratori in lotta,  per la Cassazione è motivo di legittimo licenziamento. I cinque operai della Fiat di Pomigliano erano stati reintegrati al lavoro dalla Corte d’appello di Napoli , la Fiat ha fatto ricorso in Cassazione e la Cassazione ha dato ragione alla Fiat stabilendo che la pantomima teatrale inscenata davanti ai cancelli travalicava “i limiti della dialettica sindacale".
Le sentenze di certo si applicano, ma si possono anche criticare: una cosa è una pantomima teatrale con un finto funerale per Marchionne ed altra cosa ben più grave è la perdita definitiva del lavoro. Il lavoro è per un operaio motivo di sostentamento e di vita e rischia veramente la sua vita con la perdita del lavoro, altro che funerale teatrale.
Uno dei lavoratori dopo aver appreso la sentenza che lo lasciava definitivamente senza lavoro è arrivato al gesto disperato di cospargersi di benzina nel tentativo di darsi fuoco.  E’ stato salvato dai servizi di sicurezza e il Ministro Di Maio è andato a visitarlo in ospedale.

giovedì 15 marzo 2018

il licenziamento è ingiusto, ma resta valido


Il giusto ingiusto, un particolare esempio di Giano bifronte;  forse occorre ricorrere a questa simbologia per descrivere la sentenza che ha riguardato la dipendente della Cidiu Servizi (azienda di raccolta rifiuti di Collegno), accusata di aver rubato un monopattino dal  deposito di rifiuti. Un oggetto destinato alla discarica che la dipendente recuperò per regalarlo al figlio, fu preso a pretesto come se fosse stato un vero e proprio furto per licenziare la dipendente.
 La dipendente nel settembre 2017 fece ricorso, il procedimento  iniziato ad ottobre e  si era concluso il 26 febbraio 2018, poi il 7 marzo è arrivata la sentenza. Il giudice ha deciso che la donna riceverà una cifra corrispondente a diciotto mensilità come risarcimento. "Il licenziamento -  spiega il magistrato nel provvedimento - non è da considerarsi per giusta causa perché viene ritenuto dal tribunale un «provvedimento eccessivo», eppure la strada scelta dall’azienda resta valida perché, secondo il giudice, la condotta tenuta da Ounnadi (la dipendente) rientra nelle ipotesi  che secondo il contratto nazionale di categoria definisce il furto.
In pratica non è un furto, ma siccome il contratto lo può definire furto allora il licenziamento resta valido; una questione complicata e bizzarra, che sicuramente merita un ricorso in appello, ed anche un parere dell’alta corte di Cassazione. Ma intanto la dipendente è senza lavoro quello e che ha ricevuto d’indennizzo può essere rapidamente assorbito dalle spese legali;  non sarà facile continuare a chiedere giustizia al Dio Giano bifronte.

Per i riferimenti alla notizia

http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/03/07/news/perse_il_lavoro_per_aver_rubato_un_monopattino_dai_rifiuti_il_giudice_licenziamento_e_ingiusto_ma_resta_valido_-190703583/


domenica 4 marzo 2018

Embarco – licenziamenti sospesi


Svolta nella vertenza Embraco - le lettere di licenziamento che sarebbero dovute partire alla fine di marzo saranno congelate e ai lavoratori sarà garantito lo stipendio almeno per quest'anno.
Auguri agli operai che hanno lottato duramente e che continueranno a vigilare sull’accordo
Per dettagli notizia su

venerdì 6 ottobre 2017

Un lavoratore vale meno di un rifiuto

Si tratta del caso del licenziamento di Lisa dall’azienda di smaltimento rifiuti CIDIU S.p.A. dove lavorava da 10 anni. La lavoratrice aveva trovato un monopattino rotto tra i rifiuti destinati alla rottamazione e lo ha preso per riaggiustarlo e regalarlo a suo figlio: è stata licenziata per appropriazione indebita.

sabato 22 luglio 2017

Licenziamento per aver superato i 25 anni

Chi vuole solo giovani dipendenti è autorizzato a licenziarli al compimento dei 25 anni. Il caso dei baby commessi di Abercrombie & Fitch arriva, così, davanti alla Corte Ue.
La Corte non nega che la licenziabilità del lavoratore intermittente al compimento del venticinquesimo anno introduca una differenza di trattamento fondata sull’età. «Tuttavia - spiegano i giudici Ue - tale differenza di trattamento è giustificata dalla finalità di favorire l’occupazione giovanile. Infatti, i giovani sotto i 25 anni sono normalmente penalizzati sul mercato del lavoro dall’assenza di esperienza professionale. Per controbilanciare tale situazione, il contratto intermittente riservato agli infraventicinquenni consente agli stessi non tanto di ottenere un lavoro stabile quanto piuttosto di avere una prima esperienza lavorativa funzionale al successivo accesso al mercato del lavoro».
 Il lavoratore era stato assunto nel 2010 con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato, poi convertito a tempo indeterminato il 1 ° gennaio 2012. Il 26 luglio di quell’anno, però, era stato licenziato perché compiva 25 anni.
Altri dettagli su:

Resta ingiustificabile un’assunzione a tempo indeterminato quando si conosceva la prossimità di un licenziamento al compimento dei 25 anni. Cosa deciderà alla fine la Cassazione? Poi quel povero giovane lavoratore che ha osato chiedere chissà come farà a pagare le spese di una si lunga causa?    (???)

giovedì 9 marzo 2017

Reintegrato l’operaio licenziato per malattia

Quando è rientrato in azienda, dopo sei mesi di malattia per un trapianto di fegato, ha scoperto che, nel frattempo, era stato licenziato.
E i compagni di lavoro hanno subito proclamato uno sciopero per manifestare solidarietà al lavoratore e condannare il comportamento dell’azienda. 
La ditta ha fatto marcia indietro revocando il licenziamento.
La solidarietà serve!!
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/io-licenziato-dopo-trapianto

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Sei rimasto vivo! Bene, licenziato.

Rientri al lavoro dopo un trapianto di fegato, avevi poche probabilità di sopravvivere, per fortuna sei vivo: ma sei licenziato.
Questa volta però gli altri compagni di lavoro scendono in sciopero …

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venerdì 30 dicembre 2016

Legittimo perbacco, licenziare per aumentare i profitti

Siamo di fronte ad una cosiddetta evoluzione del pensiero giuridico in materia di lavoro.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25201  depositata il 7 dicembre 2016 (segnalata dal quotidiano ItaliaOggi), scrive una nuova pagina nel campo del diritto del lavoro e destinata a fare giurisprudenza.  La Cassazione è intervenuta sul caso di un dipendente messo alla porta dall'azienda dove lavorava, dopo due sentenze tra di loro in contrasto. Il giudice di primo grado aveva stabilito che il licenziamento era legittimo in quanto "effettivamente motivato dall'esigenza tecnica di rendere più snella la catena di comando e quindi la gestione aziendale". Giudizio ribaltato in appello , dove il giudice aveva ritenuto illegittimo il provvedimento in quanto non era stato motivato dalla necessità economica e dalla presenza di eventi sfavorevoli, ma essendo stato "motivato soltanto dalla riduzione dei costi e quindi dal mero incremento del profitto".

ALMAVIVA – NON è IL SINDACATO CHE LICENZIA

La sede romana di Almaviva contact ( il call center) chiude e le lettere di licenziamento dei 1.666 dipendenti sono partite. Secondo la viceministra Teresa Bellanova: "Purtroppo l'azienda ha avanzato difficoltà anche dal punto di vista della tenuta della procedura e quindi ha ribadito il mantenimento dell'accordo dei lavoratori di Napoli e il mancato accordo con Roma".
Ma vediamola la procedura:

sabato 10 settembre 2016

Jobs act - Purtroppo

E’ lo stesso Ministero del Lavoro che diffonde i dati della frana del Jobs act: nel secondo trimestre del 2016, sono aumentati i licenziamenti (+7,4% sul secondo trimestre 2015). 

sabato 26 dicembre 2015

Saeco: Natale davanti i cancelli

 La Philips, proprietaria del marchio, vuole delocalizzare in Romania

Natale davanti i cancelli per gli operai della Saeco, senza spostarsi nemmeno un minuto, guardando la legna che brucia in bidoni di lamiera.
A Gaggio Montano, sulle montagne che uniscono lEmilia e laToscana,  fino a oggi molte famiglie della valle hanno vissuto grazie alla storica azienda di macchinette del caffè. Gli operai non si rassegnano alla notizia di 243 esuberi, su 558 operai. Praticamente uno su due. “Se non si torna indietro qui è una catastrofe, la montagna muore”. Lo sanno i sindaci dell’Appennino, lo sanno i commercianti e i cittadini, e perciò tutti danno una mano, tutti contribuiscono a tenere vivo il presidio davanti ai cancelli di via Torretta 240.


Nel giorno di Natale, i lavoratori che non hanno abbandonato il presidio sono stati raggiunti dal sindaco di Bologna Virginio Merola. Sono due delle ultime iniziative prese scongiurare la delocalizzazione dell’impianto che azzererà l’occupazione. Perché l’elenco è lungo. Il 23 c’erano state le t-shirt dei 243 operai sistemate in piazza Maggiore, a un tiro di schioppo dalla sede comunale del capoluogo emiliano. Su ogni maglietta stesa sul «Crescentone», il lastricato di pietre squadrate che adorna il piazzale, c’era un numero: da 1 a 243. 



mercoledì 31 dicembre 2014

Chi sono gli statali fannulloni da licenziare

 Se penso che aspettavo un libro che mi aveva spedito un amico e che da 20 giorni non arriva, e forse non arriverà mai,  mi viene voglia di dare retta a Renzi quando parla di licenziamento degli “statali fannulloni”.
Ma i postini sono statali?  Un quesito mica da poco. Da quando l’ente Posta è diventato una SPA, gli stessi postini non lo sanno. Allego qua il link di un dibattito in rete:
Ora un postino che non sa neanche lui chi è può portare la posta a giusta destinazione?
 Un postino con tale crisi d’identità conosce l’articolo 15 della Costituzione che parla dell’obbligo della custodia della posta e della tutela della sua segretezza?
 Un tempo il postino era considerato “Ufficiale postale”, oggi molto spesso è un precario;  una funzione costituzionale è stata ridotta a ben poca cosa.
 Nel gennaio 2009 scrissi una lettera al Presidente della Repubblica sul mal funzionamento della posta nella mia regione, e forse la Presidenza o la sua segreteria intervenne, perché mi arrivò successivamente una lettera di scuse di un dirigente dell’ufficio postale regionale che dava la colpa alla neve.  Questo il link sulla diatriba
Ma nulla cambiò, e ora di fronte a nuovi disservizi non oso fare più reclami;  anche perché dopo la Presidenza della Repubblica mi rimane il Padre Eterno che ha cose ben diverse da fare.
Quando si parla di Statali fannulloni da licenziare allora è necessaria qualche precisazione:
prima di tutto chi sono gli Statali che fanno parte del pubblico impiego e chi sono quelli che non sono né carne né pesce;
poi come si spiega che non sono state applicate misure disciplinari esistenti dal 1957 (DPR. 10 gennaio n.3).  L’art. 78 di tale legge dice: Sanzioni. L'impiegato che viola i suoi doveri è soggetto alle seguenti sanzioni disciplinari:
1) la censura;
2) la riduzione dello stipendio;
3) la sospensione dalla qualifica;
4) la destituzione
Il licenziamento per gli statali, Presidente Renzi, esiste dal 1957 e si chiama destituzione. 
I dipendenti pubblici debbono fare bene il proprio lavoro; per affrontare i disservizi non è tanto la minaccia del licenziamento (già esistente) che risolve i problemi,  ma l’applicazione immediata delle sanzioni minori.
Allora diciamola bene:  molti dirigenti per quieto vivere preferiscono le disfunzioni del servizio rispetto alle grane con i dipendenti e i politici  sono ben tolleranti con i dirigenti inadeguati.  Gli anatemi che i politici, ogni tanto,  hanno sollevato contro gli statali sono state forme di propaganda elettorale. Dare la colpa ai sindacati per eccesso di tutela è un po’ come dare la colpa agli avvocati per il loro ruolo di difensori.    L’equazione è quasi matematica: a politici corrotti stanno dirigenti inadeguati, a dirigenti inadeguati stanno dipendenti pubblici distratti.
 Non è con le eliminazione delle tutele che si raggiungono i risultati ma facendo ogni giorno tutti bene il proprio lavoro.

31/12/14 francesco zaffuto

domenica 28 dicembre 2014

Gli statali e la strana uguaglianza nei licenziamenti

Avanza il Jobs Act in modo alquanto strano:  l’argomento chiave che doveva essere quello di assumere si è trasformato nell’argomento chiave di licenziare. I nuovi assunti del settore privato (se ci saranno)  avranno meno garanzie di conservazione del posto e le imprese,  adducendo motivazioni economiche,  potranno licenziare senza tante preoccupazioni  di ricorsi al Giudice.  Si comincia a prospettare l’ipotesi di allargare le nuove regole sul licenziamento anche ai lavoratori statali (ipotesi fino ad ora solo  prospettata perché il Governo dice che deve essere il Parlamento a decidere in merito).
 Ci sono degli strani amanti dell’uguaglianza che vorrebbero portare tutti i lavoratori allo stesso stato di degradazione e che sostengono che gli statali sono dei privilegiati ed è giusto sarebbe sottoporli alla pratica del licenziamento. Ma il datore di lavoro Stato non è la stessa cosa di un’impresa:  l’impresa ha un suo limite territoriale e può avere anche un limite temporale, l’impresa può avere difficoltà economiche che possono portarla alla chiusura; lo Stato con i suoi enti di decentramento  è pur sempre un ente unico,  non ha un limite temporale, è un ente che dura nel tempo, non ha un limite spaziale, il suo spazio coincide con il territorio della nazione, non può chiudere,  perché se lo Stato fallisce e chiude vuol dire che siamo alle porte di un capovolgimento catastrofico di immane portata. Allora finiamola di cianciare sull’ipotesi di licenziamento degli statali; i lavoratori in sovrannumero in un settore possono essere trasferiti sul piano territoriale o per modifica di mansioni, il problema di licenziamento non esiste, al massimo possono esistere le dimissioni dello statale che non accetta il trasferimento. Parlare di licenziamento degli statali è solo un esercizio di cattiveria ammantato di uguaglianza.
28/12/14 francesco zaffuto
Qualche notizia collegata

Immagine – vaso greco – Procuste giustiziato da Teseo. Procuste,  per un suo strano senso dell’uguaglianza,  sottoponeva malcapitati passanti a particolari sevizie, li metteva su un letto e se troppo bassi li stirava a forza, se troppo lunghi gli amputava i piedi che sporgevano dal letto.  http://it.wikipedia.org/wiki/Procuste

lunedì 3 novembre 2014

i senza valige e i senza lavoro

 Certo c’è da imprecare se non ti danno la valigia all’aeroporto, pensi che bisogna smetterla con questi scioperi selvaggi, che il viaggiatore va garantito …
Ma vediamo cosa è accaduto …
 La mattina del 2 novembre 14, alcuni addetti di terra Alitalia dell’aeroporto di Fiumicino si recano a lavorare e si accorgono che il loro badge di entrata risultava smagnetizzato,  poi sono stati avvicinati dal personale di sicurezza che gli ha detto di svuotare gli armadietti personali e portar via i loro oggetti personali, erano ormai licenziati. Di punto in bianco senza lavoro. Certo i licenziamenti erano in cantiere, ma saperlo il giorno stesso e mentre ti stai recando a lavorare è un trauma in più.
 Per solidarietà gli altri addetti iniziano uno sciopero bianco …  risultato i viaggiatori senza valige …  risultato di un mondo del lavoro selvaggio …


immagine - valige in aeroporto