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sabato 27 giugno 2020
lunedì 7 gennaio 2019
Rider: un esempio di supersfruttamento
Tutto sincronizzato: consegne – velocità e
supersfruttamento
L’Espresso ha intervistato un addetto al
controllo – continua su …
http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/12/19/news/rider-controllo-foodora-1.329793?fbclid=IwAR1Hdd9TRw9Cek0DgONHI6TKT-PoIVKRmqE4zEel_Kz8gVC0XFsGvGLR4ng
martedì 18 dicembre 2018
morire di Gig economy ... per un lavoro di m...
Correre veloci in bicicletta per consegne veloci ... e ... ogni tanto qualcuno ci lascia la pelle ... per un lavoro di m...
giovedì 1 febbraio 2018
AMAZON CONTROLLO DIPENDENTI CON BRACCIALETTI
Per ottimizzare il lavoro nei magazzini in cui si evadono gli
ordini online braccialetti ai polsi dei lavoratori in grado di controllare con
precisione se le mani dei dipendenti si stanno muovendo nel posto
"giusto". Insomma sapranno secondo per secondo se lo staff sta
compiendo i passaggi corretti e più veloci per evadere un ordine.
giovedì 6 aprile 2017
si è impiccato in fabbrica ...
mercoledì 5 aprile 2017
Dal blog
Claudio Quadrini,Operaio di 51 anni faceva il
magazziniere presso la Rosati di Leinì, di recente acquistata da un gruppo tedesco.
Claudio si è impiccato per il troppo lavoro e per la solitudine. Claudio lavorava in questa fabbrica da oltre vent'anni e con la nuova gestione, dopo che dieci lavoratori erano stati licenziati i rimanenti accettavano a malincuore di aumentare in modo disumano il ritmo del lavoro. Il suo è stato un gesto di protesta e di disperata solitudine. Tra dieci quindici anni non esisterà più un contratto a tempo indeterminato vero. No fatevi ingannare da quello che chiamano contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. "Tutele crescenti" vuol dire solo che ti danno un po' di soldi in più se hai un'anzianità maggiore. MOBILITIAMOCI PER ABOLIRE IL JOBS ACT UNA NUOVA FORMA DI CAPORALATO CHE COSTRINGERA' I NOSTRI FIGLI E NIPOTI A UNA VITA LAVORATIVA INFERNALE.
Claudio si è impiccato per il troppo lavoro e per la solitudine. Claudio lavorava in questa fabbrica da oltre vent'anni e con la nuova gestione, dopo che dieci lavoratori erano stati licenziati i rimanenti accettavano a malincuore di aumentare in modo disumano il ritmo del lavoro. Il suo è stato un gesto di protesta e di disperata solitudine. Tra dieci quindici anni non esisterà più un contratto a tempo indeterminato vero. No fatevi ingannare da quello che chiamano contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. "Tutele crescenti" vuol dire solo che ti danno un po' di soldi in più se hai un'anzianità maggiore. MOBILITIAMOCI PER ABOLIRE IL JOBS ACT UNA NUOVA FORMA DI CAPORALATO CHE COSTRINGERA' I NOSTRI FIGLI E NIPOTI A UNA VITA LAVORATIVA INFERNALE.
I lavoratori italiani diventeranno come i giapponesi. si suicideranno per il troppo lavoro. L'abolizione dell'articolo 18 con il jobs act ridurrà in semi schiavitù tutti i nuovi lavoratori che saranno costretti a ritmi infernali e dovranno stare zitti per non essere licenziati.
domenica 5 marzo 2017
quel lavoro che brucia la vita
Migranti: incendio in Gran Ghetto di Rignano, 2 morti. In un primo momento le indagini avevano escluso il rogo doloso, ora viene anche valutata l’ipotesi dolosa. Qui sotto i due link dell’Ansa di questi due drammatici giorni.
sabato 25 febbraio 2017
in Italia si può morire di fatica
Paola Clemente, 49 anni,
il 13 luglio del 2015 è morta di fatica nei campi di Andria (in Puglia). L’ha
ammazzata il lavoro: dodici ore al giorno per 27 euro di paga.
sabato 4 febbraio 2017
Karoshi, morte per superlavoro in Giappone
«karoshi»: la
morte per sfinimento sul lavoro, 200 morti l'anno.
Anche molti
casi di suicidio in Giappone sono stati imputati al superlavoro.
Dopo
l’ennesimo caso di morte per «karoshi»: il Governo ha messo mano a una riforma che
prevede un tetto mensile medio di straordinari a 60 ore, ma con eccezioni di 100 ore per i mesi di grande domanda della
produzione.
Una morte per infarto viene
considerata «karoshi» se il dipendente ha fatto 100 ore di straordinario il
mese precedente…
lunedì 19 dicembre 2016
Le sorprese dell’uovo Kinder
Lavorano 13
ore al giorno, in condizioni igenico-sanitarie precarie
guadagnando poco più di quattro euro, ogni mille ovetti Kinder riempiti con la sorpresa. Venticinque
centesimi all’ora che si traducono in sfruttamento e schiavitù.
E’ quello che sono costrette a subire intere famiglie rumene,
compresi bambini di appena sei anni, che spinti
dalla miseria e dalla povertà, accettano di tutto. Lo denuncia il
quotidiano britannico The Sun in un’inchiesta che svela cosa si nasconde dietro
le sorprese degli ovetti Kinder che arrivano negli scaffali dei nostri
supermercati.
In pratica, il fornitore ufficiale Ferrero subappalta il
confezionamento delle sorprese a un’altra azienda, la quale affida a sua volta,
il lavoro a queste famiglie che lavorano in casa...
prosegui per la notizia tradotta in italiano su ...
immagine qui riportata – sorprese – fotocomposizione
di Liborio Mastrosimone
lunedì 14 novembre 2016
da Amazon niente Pipì
La parola
d’ordine di Jeff Bezos è velocità. Che non significa camminare tra gli scaffali
a passo spedito. «Qui corriamo letteralmente, lavoriamo sempre con il fiatone»,
raccontano gli addetti di Piacenza.
«La
pressione è alta, i manager calcolano i singoli minuti». E «andare a fare pipì
o bere un bicchiere d’acqua non è ben visto dai capi, ti senti in imbarazzo a
farlo anche nei confronti dei colleghi. Ecco perché i bagni sono sempre
puliti». Questa è la realtà che si nasconde dietro i nostri clic.
….
Prosegui a leggere su
Ed Amazon in Germania non è di certo di meno di quella in
Italia; ci son anche le guardie di ispirazione nazista
ai lavoratori di Amazon serve il sindacato
lunedì 25 gennaio 2016
Amazon o Ammazzon … 80 ore di lavoro alla settimana
Si tratta di supersfruttamento della manodopera ma anche di
concorrenza spietata verso altre aziende che non usano questi metodi. Piccole librerie e piccole reti di
distribuzione chiudono e va avanti chi non ha scrupoli. Le tutele ai lavoratori
paradossalmente tutelano anche gli imprenditori più scrupolosi e corretti. (f.z.)
Qui l’inchiesta tradotta
in italiano
Qui
l’intera inchiesta del New York Times
Qui alcuni stralci
Appena mettono piede nell'azienda, gli viene ordinato di
dimenticare tutte le "cattive abitudini" che hanno imparato svolgendo
altri lavori. Perché Amazon è un mondo a parte e per riuscire in questo mondo
bisogna rimboccarsi le maniche, oltre ogni limite di sopportazione fisica e
mentale.
Un inchiesta del New York Times racconta quello che sono
costretti a subire i dipendenti ogni giorno
C'è chi giura di aver visto scoppiare in lacrime ogni collega
almeno una volta e chi ricorda di aver lavorato per quattro giorni senza
dormire. Di solito, poi, chi non regge il ritmo delle 80 ore settimanali viene
cacciato via, senza pietà.
"La velocità è ciò che conta in questo lavoro" , Amazon ha
pensato di monitorare anche il "tempo libero" dei suoi dipendenti:
perfino i minuti che trascorrono in bagno vengono annotati.
Tra le parole dei dipendenti:
“Non ho
una casa dove abitare. Ma le mie giornate peggiori sono meglio delle migliori
giornate passate a lavorare lì dentro"
"Ho
subito un aborto, è stato uno degli eventi più devastanti della mia vita. Ma mi
hanno messa nel programma per migliorare le prestazioni per assicurarsi che la
mia attenzione continuasse ad essere focalizzata sul lavoro"
"Ero così presa dall'idea di avere
successo. Per quelli che lavoravano lì era come una droga. Una volta non ho
dormito per quattro giorni consecutivi e ho continuato a fare il mio dovere"
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