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martedì 28 marzo 2017

Poletti: calcetto e curricula

Cosa aveva bevuto questa volta non lo sappiamo, ma forse questa volta ha detto la verità.
Riportiamo alcune frasi del Ministro Poletti dette agli studenti dell'istituto tecnico professionale Manfredi-Tanari di Bologna, al centro dell'incontro c'era il tema dell'alternanza-scuola lavoro.
Ecco le frasi:
quella ritenuta normale,
"i rapporti che si instaurano nel percorso di alternanza scuola lavoro fanno crescere il tasso di fiducia e quindi le opportunità lavorative".
e quella incriminata,
"il rapporto di fiducia è un tema sempre più essenziale" si creano più opportunità "a giocare a calcetto che a mandare in giro i curricula".
Si sono scandalizzati per quello che ha detto perfino nelle fila del PD; lo stesso ministro si è scusato perché “frainteso”; era stato frainteso anche quando aveva offeso i giovani italiani che emigrano all’estero, ma questa volta ha detto una scomoda verità.
Ebbene sì; in questo paese dove la raccomandazione è uno dei requisiti per trovare lavoro, quello che ha detto Poletti non fa una grinza. Le stesse esperienze scolastiche scuola-lavoro, in tanti casi non portano ad acquisire nuova professionalità ma solo dimestichezza ad essere sfruttati e qualche conoscenza con qualche datore di lavoro.

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domenica 17 gennaio 2016

Le raccomandazioni nel lavoro e il Papa

Papa Francesco: “Basta raccomandazioni, generano illegalità e corruzione”
Papa Francesco ha recentemente usato parole gravi contro le Raccomandazioni: “Basta raccomandazioni che generano illegalità e corruzione”.
Qui dettagli e parti del discorso

Grazie per questo suo intervento Santità.
 Voglio solo aggiungere, per quelli che da anni ed anni si occupano di sindacato,  che nel settore pubblico la raccomandazione per superare gli altri è un vero e proprio reato; ma nel settore privato invece è addirittura la normale prassi.
 Il privato ha sempre assunto chi gli conviene: una piccola parte li assume secondo le loro capacità per evitare che l'impresa vada in malora; per il resto assume amici di amici per allargare le sue frequentazioni ed affari.
 C'era una volta nel nostro paese l'Ufficio di Collocamento Pubblico dove chi stava iscritto da più tempo e aveva necessità gravi familiari, aveva una qualche preferenza nell'assunzione; negli anni 90 è stato distrutto. Non c'è un politico ad oggi che vuole ridiscutere la questione Collocamento pubblico obbligatorio per una qualche percentuale, ed anche i sindacati evitano l'argomento.
 Noi siamo conciati molto male Santità; in ogni caso grazie per la sua attenzione.

Francesco Zaffuto (tanto tempo fa sindacalista)