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martedì 21 febbraio 2017

un manifesto per un’economia umana

Il manifesto è stato redatto da Oxfam, organizzazione internazionale che lotta contro la povertà.
Forse una firma non basta per risolvere i problemi, forse però può essere uno dei modi per cominciare a lottare
Ecco i il manifesto e i link dell’Oxfam

mercoledì 15 febbraio 2017

Lavoro a quasi dieci anni dall’inizio della crisi

Stralci di una intervista al sociologo Domenico De Masi
… Ogni giorno ci viene raccontato che la disoccupazione è effetto di una crisi passeggera ma, nei fatti, la crisi non passa e, anche se passasse, nessuno ci assicura che con essa cesserebbe anche la disoccupazione…. 

giovedì 5 gennaio 2017

Progetto di "solidarietà espansiva" in Emilia Romagna

"solidarietà espansiva" o detta in modo più facile "lavorare meno, lavorare tutti". È il contenuto della proposta di legge cui sta lavorando il giurista Piergiovanni Alleva, consigliere regionale dell’Altra Emilia-Romagna, che propone di accorciare la settimana lavorativa per azzerare la disoccupazione, creando "un posto di lavoro in più ogni quattro occupati".

Per farlo basterebbe tagliare la settimana di lavoro da cinque a quattro giorni sfruttando uno strumento che già esiste, i contratti di solidarietà espansiva, favorendoli con incentivi e andando poi a coprire le ore mancanti con nuove assunzioni, con un impegno finanziario "non troppo oneroso" per la Regione, calcola il consigliere. Il modello è la riforma sulla settimana corta degli
 anni Settanta. "In Emilia-Romagna i lavoratori dipendenti sono 2 milioni e i disoccupati 160mila – spiega il consigliere – l’effetto della riduzione sarebbe quindi più che doppio della disoccupazione esistente, visto che sarebbe pari a 400mila persone".
da un articolo di

mercoledì 16 novembre 2016

Elon Musk e il reddito di cittadinanza


Elon Musk, una delle menti più brillanti dei nostri tempi, inventore della Tesla, è per il reddito di cittadinanza universale.
Gli innovatori tecnologici che lavorano nei settori delle auto a guida autonoma e dell'intelligenza artificiale (AI) parlano molto del numero di lavori umani destinati a scomparire, ma raramente spiegano che cosa ne sarà di tutti coloro che rimarranno senza lavoro. Come sempre, il fondatore di Tesla e SpaceX Elon Musk suggerisce, per una domanda ovvia, una risposta che per alcuni potrebbe suonare sorprendente.
"Ci sono buone possibilità di riuscire ad arrivare a un reddito base universale, o a qualcosa di simile, a causa dell'automazione," afferma Musk. "Non so quali siano le altre soluzioni possibili: questa è quella che ritengo realizzabile."
L'idea sembra straordinaria ed è perfettamente plausibile sullo sfondo di un emergente paesaggio occupazionale in cui l'automazione nei fast food, nelle banche, nel customer service e, presto, nelle consegne sta lentamente cancellando i redditi di una vasta percentuale di cittadini statunitensi a medio e basso reddito.
Nel video e nell'intervista spiega la sua visione. Guardiamo al futuro.

sabato 18 giugno 2016

Il welfare e Paolo Leon

Pochi giorni fa, l’11 giugno 2016, è morto Paolo Leon, uno di quei pochi economisti capaci di far comprendere la ricchezza del Welfare. Ne rivolgere un saluto, ricordiamo qui qualche sua frase preziosa:
“Lo stato sociale non è beneficenza, è un diritto. Rende più forte la democrazia ed è anche un elemento di sviluppo economico. È chiaro che mantenerlo e migliorarlo ha un costo, però produce guadagno; smantellarlo, invece, significa finire per spendere molto di più”.
Deve aumentare la domanda di beni e servizi, se si riduce il costo del lavoro ma il fatturato delle aziende non cresce, queste avranno forse più margini ma non maggiore vendita. E la disoccupazione continuerà ad aumentare, senza peraltro contare gli scoraggiati…”

“La cultura dominante conservatrice ha dimenticato ragioni e finalità dello stato sociale. L’importante è il rigore di bilancio, con il pareggio messo addirittura come vincolo legislativo, qualcosa che suona come una composizione di interessi egoistici e mentalità medioevale, e che nulla ha a che fare con le ragioni dell’economia …”

domenica 15 novembre 2015

Simone Weil e il lavoro


IL PROGETTO DI UN FILM
Un gruppo di giovani è alle prese con la realizzazione di un film su …
  «Simone Weil e il lavoro: una storia attuale» vuole essere un cortometraggio riguardo al lavoro nella realtà di oggi, lavoro che non è quasi mai sinonimo di soddisfazione e dignità, come sarebbe normale fosse, quanto piuttosto di frustrazione e oppressione.

“La storia del lavoro è sempre attuale. La raccontiamo in un film. Le difficoltà, i diritti, attraverso le parole di una filosofa.
Qui il link del progetto

lunedì 24 novembre 2014

La piena occupazione è possibile e auspicabile

L’economista Hyman Minsky, che ha insegnato all’università di Bergamo ed ha lavorato nel 1978 con il Centro Studi Confindustria di Guido Carli, è stato uno dei primi promotori dei programmi di lavoro garantito. Secondo Minsky, il migliore strumento per sviluppare una strategia di piena occupazione che non porti all’instabilità, all’inflazione e alla sperequazione del reddito è la creazione di un’ente che sia disposto ad assumere tutti coloro che vogliono e siano in grado di lavorare. Si tratta quindi di creare una domanda infinitamente elastica di lavoro ad un salario di base, prefissato dal governo, che non dipenda dalle aspettative di profitto di breve e lungo periodo del settore privato. Solo il governo infatti può separare la capacità di offrire un impiego dalla profittabilità attesa di questo investimento.
LEGGI TUTTO SU

martedì 4 novembre 2014

Operatori del mondo lavoro

“C'è l'idea di fare del mondo del lavoro il luogo dello scontro. L'idea di mettere gli uni contro gli altri gli operatori del mondo del lavoro. È una delle idee - aggiunge - che ha bloccato l'Italia in questi anni. Dividendo magari l'Italia del lavoro e quella dei padroni. Io sono qui a dire che non c'è una doppia Italia. C'è un'Italia una e indivisibile.
Sono frasi pronunciate a Brescia nella, giornata del 3 novembre 2014, da Matteo Renzi  Presidente del Consiglio e Segretario del più grande partito della sinistra.
Se quello che viene prodotto non viene venduto operaio e imprenditore si possono trovare nella stessa barca e arrivare alla disperazione.
Si può negare che un imprenditore sia anche un lavoratore? Certo che no, ma c’è una piccola differenza: l’operaio lavora per il salario e l’imprenditore lavora per il profitto. Se il salario cresce il profitto può anche diminuire.
 Non c’è più il padrone?  Diciamo che esistono più figure:
abbiamo ancora qualche imprenditore che è il padrone in toto di una fabbrica;
abbiamo manager (amministratori delegati e quadri di alto livello) che guadagnano più dei padroni e comandano più dei padroni;
abbiamo azionisti che controllano attraverso i pacchetti azionari tante società e riescono a nominare gli amministratori che vogliono,  e abbiamo tantissimi piccoli azionisti che pensano di essere padroni e che si possono ritrovare con azioni che valgono meno di un pugno di mosche;
abbiamo finanziatori (spesso banche) che possono togliere il finanziamento da un momento all’altro e lasciare le aziende in grave difficoltà;
abbiamo finanzieri che trasferiscono ricchezze ogni giorno in base ad uno scostamento di borsa determinando disastri, e abbiamo anche quelli che si trasferiscono  in paradisi fiscali;
abbiamo anche usurai collusi con la mafia;
abbiamo imprenditori che pagano le tasse e i contributi e imprenditori che evadono, e,  tra gli evasori stessi abbiamo quelli che evadono per sopravvivere e quelli che evadono per aumentare le proprie ricchezze.
Tra gli operai è più semplice: ci sono quelli che guadagnano un po’ di più e quelli che guadagnano poco ma trattasi sempre di salario. Ma la distinzione più grossa è tra quelli che il lavoro ce l’hanno e quelli che non ce l’hanno. Tra quelli che possono percepire un minimo di cassa integrazione e quelli che non percepiscono nulla. Poi ci sono quelli che non sono mai riusciti a trovare un lavoro, quelli che sono disoccupati da giorni e quelli che lo sono da anni, e infine ci sono quelli che se ne sono andati.
La situazione nel mondo del lavoro è complessa, le differenze esistono, gli appelli retorici  non portano da nessuna parte, e non è fondando una nuova ideologia panpatriottica  che si può uscire da questa crisi.
 Si può concordare Presidente con la sua idea di modificare l’IRAP togliendo il peso del costo del lavoro, è una buona scelta; ma Lei si è giocato diversi miliardi per l’operazione 80 euro ed è pronto a giocarsi altri miliardi con il bonus bebè (operazioni elettorali), in pratica ha speso tutti i soldi che potevano servire per fare un primo passo per un welfare generalizzato. Di che cosa sta parlando Presidente quando dice di commuoversi per i disoccupati?

04/11/2014 francesco zaffuto

domenica 2 novembre 2014

Oscar Wilde, il lavoro e la macchina

Per la Rubrica - idee sul lavoro
Una riflessione di Oscar Wilde sul lavoro e la macchina
Tratto da - L’anima dell’uomo sotto il socialismo
L’opera integrale in lingua inglese su


 Lo Stato deve essere una associazione volontaria per l’organizzazione del lavoro,  il produttore e distributore dei beni necessari alla vita. Lo Stato deve produrre ciò che è utile, l'individuo ciò che è bello. E come ho già detto per la parola “lavoro”  non posso fare a meno di osservare che ai giorni nostri si dicono  una grande quantità di sciocchezze sulla la dignità del lavoro manuale. Non c'è nulla di necessariamente dignitoso nel lavoro manuale, e la maggior parte di esso è assolutamente degradante.  E' mentalmente e moralmente dannoso per l'uomo fare qualcosa in cui non trova alcun piacere, e molte forme di lavoro di lavoro manuale sono attività che in alcun modo possono procurare piacere.  Spazzare strade fangose per otto ore al giorno mentre soffia un vento gelido, è solo un’occupazione faticosa e degradante. Spazzare con dignità mentale, morale o fisica mi sembra impossibile. Spazzare con gioia mi sembra addirittura mostruoso. L'uomo è fatto per qualcosa di meglio che per rimuovere della polvere. Tutti i lavori di questo tipo dovrebbero essere fatti da una macchina, e alla fine senza dubbi sarà così. Fino ad oggi  l'uomo è stato, in una certa misura, schiavo delle macchine, e c'è qualcosa di tragico nel fatto che non appena l'uomo ha inventato una macchina per fare il suo lavoro cominciò a morire di fame. Questo  è, ovviamente, il risultato del nostro sistema basato sulla proprietà e sulla competizione. 
 Un uomo possiede una macchina che fa il lavoro di cinquecento operai, di conseguenza  cinquecento uomini perdono il lavoro, e, non avendo lavoro da fare, diventano affamati e costretti a rubare.   Un solo uomo profitta  della produzione della macchina e la tiene per sé, egli si procura così 500 volte quello che gli spetta e probabilmente, ciò che è molto più importante, guadagna al di là dei suoi bisogni. Se quella macchina fosse proprietà di tutti, ognuno trarrebbe beneficio. Sarebbe un immenso vantaggio per la comunità.
Oscar  Wilde
Immagine – Ritratto di Oscar Wilde di Toulouse Lautrec