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mercoledì 8 luglio 2020
per l'ISTAT un'azienda su 3 rischia di chiudere per COVID
ANSA - riporta che secondo l'ISTATrischia di chiudere un'azienda su 3per la crisi generata dal COVID 19
seri rischi per la sopravvivenza: il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell'occupazione, circa 3,6 milioni di addetti) ha denunciato l'esistenza di fattori economici e organizzativi che ne mettono a rischio la sopravvivenza nel corso dell'anno
Particolarmente grave la crisi su alberghi e ristoranti - per la notizia vai al link sopra
riportato.
venerdì 3 luglio 2020
Istat: dai figli al lavoro, il Covid allarga i divari in Italia
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/07/03/istat-12-delle-imprese-pensa-di-ridurre-loccupazione_97546fa5-9d94-4701-8d7e-1fb5d15aa2d3.html
l'Istat nel Rapporto annuale, il Covid rischia di accentuarle, allargando i divari esistenti, con una 'scala sociale' nella quale è più facile scendere che salire. Il mercato del lavoro si restringe - il 12% delle imprese pensa di tagliare
La "classe" di origine influisce meno sulla collocazione sociale che si raggiunge all'età di 30 anni rispetto al passato ma pesa ancora in misura rilevante. Per l'ultima generazione (1972-1986), la probabilità di accedere a posizioni più vantaggiose invece che salire è scesa. Una mobilità, dunque, verso il basso: il 26,6% dei figli rischia un 'downgrading' rispetto ai genitori. Una percentuale, praticamente più di 1 su 4, superiore rispetto alle generazioni precedenti. E anche più alta di quella in salita (24,9%). Cosa che non era mai accaduta prima.
10MILA NATI IN MENO, ripartiti per un terzo nel 2020 e per due terzi nel 2021". E La prospettiva peggiora se si tiene conto dello shock sull'occupazione. I nati scenderebbero a circa 426mila nel bilancio finale del corrente anno, per poi ridursi a 396mila, nel caso più sfavorevole, in quello del 2021
l'Istat nel Rapporto annuale, il Covid rischia di accentuarle, allargando i divari esistenti, con una 'scala sociale' nella quale è più facile scendere che salire. Il mercato del lavoro si restringe - il 12% delle imprese pensa di tagliare
La "classe" di origine influisce meno sulla collocazione sociale che si raggiunge all'età di 30 anni rispetto al passato ma pesa ancora in misura rilevante. Per l'ultima generazione (1972-1986), la probabilità di accedere a posizioni più vantaggiose invece che salire è scesa. Una mobilità, dunque, verso il basso: il 26,6% dei figli rischia un 'downgrading' rispetto ai genitori. Una percentuale, praticamente più di 1 su 4, superiore rispetto alle generazioni precedenti. E anche più alta di quella in salita (24,9%). Cosa che non era mai accaduta prima.
10MILA NATI IN MENO, ripartiti per un terzo nel 2020 e per due terzi nel 2021". E La prospettiva peggiora se si tiene conto dello shock sull'occupazione. I nati scenderebbero a circa 426mila nel bilancio finale del corrente anno, per poi ridursi a 396mila, nel caso più sfavorevole, in quello del 2021
giovedì 2 agosto 2018
Sud d’Italia: 600mila famiglie senza lavoro
Secondo i dati anticipati dal Rapporto Svimez
2018: la leggera crescita nel Sud d’Italia, manifestatasi nel triennio
2015-2017, rischia di scomparire; nel
2019 “si rischia un forte rallentamento dell’economia meridionale: la crescita
del prodotto sarà pari a +1,2% nel Centro-Nord e +0,7% al Sud”.
I dati della mancanza di lavoro al Sud sono sempre più allarmanti: il numero di
famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è
raddoppiato tra il 2010 e il 2018, da 362 mila a 600 mila (nel Centro-Nord sono
470 mila)”. Per i giovani under 35: il saldo negativo di 310
mila occupati tra il 2008 e il 2017.
Nel corso del 2017 l’incremento
dell’occupazione meridionale è dovuta quasi esclusivamente alla crescita
dei contratti a termine (+61 mila, pari al +7,5%) mentre sono stazionari
quelli a tempo indeterminato (+0,2%).
C’è, inoltre, una forte disomogeneità tra le regioni del Mezzogiorno: nel 2017, Calabria, Sardegna e Campania registrato un tasso di crescita che non si è avuto in Sicilia.
C’è, inoltre, una forte disomogeneità tra le regioni del Mezzogiorno: nel 2017, Calabria, Sardegna e Campania registrato un tasso di crescita che non si è avuto in Sicilia.
Negli
ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883mila
residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un
quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila
non sono tornati. Anche nel 2016, quando la ripresa economica ha manifestato
segni di consolidamento, si sono cancellati dal Mezzogiorno oltre 131 mila
residenti.
mercoledì 1 agosto 2018
Record contratti a termine: 3 milioni 105 mila
Nel giugno
2018, secondo l’Istat c’è stato il
record storico dei contratti a termine: 3 milioni 105 mila
Mentre il Parlamento sta discutendo sul decreto Di
Maio che vuole porre un argine ai contratti a termine, arrivano i dati Istat
che mostrano l’entità del fenomeno.
Il dibattito sembra strutturarsi tra due posizioni:
quelli che, con Di Maio, sostengono che il fenomeno del lavoro a tempo
determinato vada contenuto e non si può accettare che generazioni di giovani
vivano tutta la vita lavorativa da precari;
e
quelli che sostengono la tesi del meglio un lavoro
precario che niente, perché le aziende potrebbero rinunciare anche a questo
criterio di assunzione.
Pare mancare una terza ipotesi: quella di far leva
sull’intervento pubblico per la creazione di nuove possibilità di lavoro.
Immagine da
mercoledì 2 maggio 2018
Disoccupazione dati Istat marzo 2018
Il tasso di disoccupazione a marzo rimane stabile all'11,0%, lo rileva l'Istat.
La
stima degli occupati continua a crescere, segnando un aumento dello 0,3%
rispetto a febbraio, pari a 62 mila unità. L'istituto aggiunge che l'aumento maggiore si registra per i
giovani 15-34enni, corrispondente a 68 mila unità. Quanto alla tipologia di rapporto di
lavoro, c'è "una ripresa degli indipendenti (+56mila), che recuperano in
parte la diminuzione osservata nei primi due mesi dell'anno e, in misura più
lieve, dei dipendenti a termine (+8mila), mentre restano sostanzialmente
stabili i permanenti (-2mila)".
A marzo - comunica ancora l'Istat - la disoccupazione giovanile, tra i
15 e i 24 anni, scende al 31,7%, calando di 0,9 punti percentuali
rispetto a febbraio.
La leggera diminuzione della malattia non ci puo’ far dire
che siamo guariti.
martedì 13 marzo 2018
Il ballo dei dati
Siamo grassi o siamo
magri?
Oggi l’Istat ci dice che il tasso di disoccupazione è sceso di 0,5 punti
percentuali nella media del 2017: si
attesta all'11,2% dall'11,7% dell'anno prima. Dunque sulla base di questi
dati dovremmo stare leggermente meglio.
Giusto ieri i dati di Bankitalia sulla
povertà che ci dicono che il rischio di povertà è salito nel 2016 al massimo
storico del 23%. E sulla base di questi dati dovremmo dire che siamo conciati proprio male.
Nei fatti dobbiamo considerare che gli aumenti di occupazione sono
incentrati sul lavoro precario, e che risultano occupati anche i lavoratori che
in un mese hanno lavorato un paio di giorni. Come dobbiamo anche considerare
che i poverissimi si arrangiano con qualche lavoro in nero e non dichiarato.
Sostanzialmente stiamo male, si
parla di crisi superata ma esiste un dopo crisi ancorato alla miseria.
http://creapaneelavoro.blogspot.it/2018/03/bankitalia-ci-dice-che-siamo-poveri.html
chi è occupato ai fini Istat
chi è occupato ai fini Istat
lunedì 11 dicembre 2017
Fine 2017 il bilancio della crisi
Ma per chi sono stati i quasi 10 anni di crisi??????
Chi ha avuto in questi anni un reddito stabile nei fatti ha goduto dei benefici di una inflazione a zero con prezzi bassi, e pur lamentandosi in astratto della crisi nei fatti ne ha avuto un qualche beneficio.
Chi ha avuto in questi anni un reddito stabile nei fatti ha goduto dei benefici di una inflazione a zero con prezzi bassi, e pur lamentandosi in astratto della crisi nei fatti ne ha avuto un qualche beneficio.
venerdì 22 settembre 2017
Dati Inps su occupazione: più posti ma da precari
"Nei primi sette mesi del 2017, nel settore privato, si registra un
saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +1.073.000, superiore a quello del
corrispondente periodo sia del 2016 che del 2015". Lo rileva l'inps,
spiegando che anche il saldo annualizzato, relativo agli ultimi 12 mesi,
"risulta positivo" e "pari a +571.000", frutto della
"crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+18.000), dei
contratti di apprendistato (+52.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo
determinato (+501.000, inclusi i contratti stagionali)".
mercoledì 20 settembre 2017
Lombardia occupazione, un debole miglioramento e tanto precariato
Dai
risultati di una indagine di Confindustria sul mercato del lavoro in Lombardia.
il numero degli occupati, in aumento di oltre 50mila persone nel 2016 - soprattutto donne e laureati (o diplomati specializzati) - Nel 2016 in Lombardia il mercato del lavoro ha accolto 75mila donne in più rispetto al 2008, e 21mila uomini in meno.
il numero degli occupati, in aumento di oltre 50mila persone nel 2016 - soprattutto donne e laureati (o diplomati specializzati) - Nel 2016 in Lombardia il mercato del lavoro ha accolto 75mila donne in più rispetto al 2008, e 21mila uomini in meno.
giovedì 14 settembre 2017
Sicilia record europeo per la disoccupazione
La Sicilia è al top tra oltre 200 regioni europee per l'alto tasso di giovani fra i 18 e i 24 anni che non studiano e non cercano lavoro, i cosiddetti Neet.
Il dato negativo dell'isola (41,4%) è inferiore solamente a quelli registrati per la Guyana francese (44,7%) e la regione bulgara di Severozapaden (46,5%). E' quanto emerge dal Regional Yearbook 2017 pubblicato oggi da Eurostat.
venerdì 1 settembre 2017
lunedì 21 agosto 2017
OCCUPAZIONE, UN DECENNIO DI GUAI
Si
parla di una ripresa, ma dopo un decennio di guai.
Tutti
quelli che sono stati bruciati in dieci anni di guai potranno riprendersi?
I
giovani disoccupati di questo decennio di guai sono già diventati anziani.
martedì 4 luglio 2017
Disoccupazione: eccola di nuovo all'11,3%
Il tasso di disoccupazione
risale a maggio all'11,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali dopo il calo di
aprile. A maggio, comunica ancora l'Istat, cresce anche il tasso di
disoccupazione giovanile, che sale al 37% con un incremento di 1,8 punti da
aprile.
venerdì 12 maggio 2017
Disoccupazione e la giusta conta
La Banca centrale europea si
è chiesta quale potrebbe essere la
percentuale dei senza lavoro se si togliesse il velo delle consuetudini statistiche. Ed è arrivata alla conclusione che
dal 9,5% stimato da Eurostat per
l’area euro si arriverebbe al 18%, quasi il doppio.
martedì 2 maggio 2017
DISOCCUPAZIONE: INCHIODATI AL PALO DEL 11,7%, ma ottimisti
Il tasso di
disoccupazione a marzo risale all'11,7% con un aumento di 0,1 punti rispetto a
febbraio e di 0,2 punti rispetto a marzo 2016.
martedì 21 marzo 2017
In 970 mila famiglie lavora solo la donna, e in un milione e 85 mila non lavora nessuno
Istat - Sono 970 mila le famiglie, con e
senza figli, dove la donna risulta occupata a tempo pieno o part time, mentre
l'uomo è in cerca di occupazione o inattivo (pensionato o comunque fuori dal
mercato del lavoro). E' quanto emerge dalle tabelle dell'Istat aggiornate al
2016. Il dato riguarda i coniugi o i conviventi tra i 25 e i 64 anni.Istat - Numero delle famiglie senza alcun reddito da lavoro 2016. Rispetto allo
scorso anno non cambia pressoché nulla: si passa da 1 milione 92 mila a 1
milione 85 mila (-0,7%).
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/03/21/istat-ancora-oltre-un-milione-di-famiglie-senza-lavoro-in-970mila-e-occupata-solo-la-donna_c07c6583-f31a-4bb1-8246-d9bcb0cbdd32.html
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/03/21/istat-ancora-oltre-un-milione-di-famiglie-senza-lavoro-in-970mila-e-occupata-solo-la-donna_c07c6583-f31a-4bb1-8246-d9bcb0cbdd32.html
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro
mercoledì 1 febbraio 2017
Dicembre disoccupazione al palo del 12%
Il tasso di disoccupazione a dicembre è rimasto stabile in Italia
attestandosi al 12 per cento (in crescita però dall'11,6 del dicembe 2015).
domenica 29 gennaio 2017
Il lavoro, da una provincia all’altra
Vibo Valentia è
la provincia italiana con il tasso di occupazione più basso (appena il 35,8%
nella fascia tra i 15 e i 64 anni) mentre Bolzano si conferma quella con il
tasso più alto (71,4%);
lunedì 9 gennaio 2017
Più italiani in cerca di lavoro; disoccupazione novembre 11,9%
Disoccupazione in Italia il tasso in novembre è
risalito all'11,9% registrando dunque un aumento di 0,2 punti percentuali su
base mensile. La stima dei disoccupati è in aumento (+1,9%, 57 mila senza
lavoro in più), dopo il calo dello 0,6% registrato nel mese precedente.
venerdì 9 dicembre 2016
terzo trimestre, guai uguali per l’occupazione
DATI ISTAT TRIMESTRALI
DISOCCUPAZIONE
STABILE Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre 2016 è rimasto
stabile all'11,6% sul secondo.
Resta stabile rispetto al trimestre precedente anche il tasso di
occupazione a 57,3%.
RISALITA
DISOCCUPAZIONE GIOVANI Il tasso di disoccupazione dei giovani
tra i 15 e i 24 anni nel terzo trimestre 2016 risale al 37,5% dal 36,8% del
secondo trimestre.
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