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mercoledì 26 aprile 2017

Nazionalizzare Alitalia non è il demonio

Era prevedibile che un Referendum che chiedeva ai lavoratori di licenziare un mille persone e la riduzione dello stipendio potesse avere come risultato un NO.
Nonostante ciò l’amministrazione Alitalia e il Governo hanno rivolto lo stesso la domanda ai lavoratori,  come se i lavoratori fossero degli amministratori e potessero decidere sul loro destino.
Ora gli Amministratori forti di questo NO dicono che Alitalia sarà commissariata.

martedì 2 dicembre 2014

ILVA pubblica, sì ma non lo stesso film

Questa la dichiarazione del Presidente Renzi tratta da huffingtonpost
"Rimettere in sesto quell'azienda per due o tre anni, difendere l'occupazione, tutelare l'ambiente e poi rilanciarla sul mercato. Ci sono tre ipotesi. L'acquisizione da parte di gruppi esteri, da parte di italiani e poi l'intervento pubblico. Non tutto ciò che pubblico va escluso. Io sono perché l'acciaio sia gestito da privati. Ma se devo far saltare Taranto, preferisco intervenire direttamente per qualche anno e poi rimetterlo sul mercato".
Questo blog ha auspicato per l’ILVA la nazionalizzazione e non può che  salutare positivamente le frasi di Renzi.  Non si può però rifare l’esperimento Italsider.

 Va bene l’ILVA gestita da un soggetto pubblico, che deve risanare l’ambiente, produrre con criteri umani che non danneggiano la salute e sopportabili per l’ambiente;  arrivare a produrre economicamente in pareggio e senza oneri per lo Stato e restare pubblica. Non si può ripetere lo stesso film, ha avuto un pessimo finale, quello di risanare per regalare a privati. 

martedì 28 maggio 2013

Nazionalizzare l’ILVA

 Di nazionalizzazione se ne comincia a parlare dopo le dimissioni del CDA dell’ILVA; ecco come si è espresso Francesco Boccia, presidente della Commissione bilancio alla Camera : “Se la famiglia Riva non è in grado di mantenere gli impegni presi, ovvero fare le bonifiche che erano state concordate con lo Stato, non vedo alternative che un intervento dello Stato” … “quando non ci sono privati in grado di produrre un bene ritenuto essenziale dal Paese è giusto nazionalizzare e in questo caso temo non ci siano”.
 Per troppa indecisione del precedente Governo Monti di tempo se ne è perso tanto, ora cominciano le incertezze del governo Letta.
  La mancata attuazione di provvedimenti di disinquinamento ha già determinato il sequestro degli impianti deciso dai magistrati di Taranto e la famiglia Riva, che dovrebbe mantenere gli impegni industriali presi con il Governo,  si trova con  gli arresti domiciliari  confermati dalla Corte di Cassazione.  Non c’è più tempo da perdere.
  L’ILVA un tempo era Italsider ed era pubblica
 Nel 1995 si portò a compimento uno dei più grandi fallimenti dello Stato. L’Italsider era un fiore all’occhiello della rinascita italiana post bellica, era un’azienda risanata e potenziata dai finanziamenti statali e fu regalata ai privati. Se restava pubblica i controlli sui danni ambientali sarebbero stati più agevoli,  i dirigenti dell’industria pubblica potevano essere licenziati se inquinavano, e come l’industria pubblica non aveva il problema di fare utili e guadagnare sulla pelle della popolazione locale. Aveva però  il dovere di mantenere i conti in pareggio e sindacati e operai potevano essere chiamati a collaborare.
 Lo Stato,  per tutelare la salute pubblica garantita dall’articolo 32 della Costituzione poteva e può fare un decreto di requisizione. La strada è quella di una nazionalizzazione tramite requisizione per gravi danni provocati, avvio immediato dell’opera di disinquinamento e ripresa della produzione con le dovute garanzie sulla salute;  alla fine dell’opera di disinquinamento si potranno anche pagare i proprietari,  se rimane qualcosa.

 Le concezioni liberiste che si sono diffuse in Europa non impediscono l’intervento dello Stato nell’industria siderurgica, qui non si tratta di alterare la libera concorrenza, si tratta di rispettare tre obblighi costituzionali dell’Italia: difendere l’occupazione, difendere la salute, difendere l’ambiente.