martedì 3 settembre 2013

Quannu la furtuna nun ti dici jettati 'nterra e cugli vavaluci


La fortuna non sempre aiuta chi ha meriti, serietà e talento, può succedere che nonostante tutti gli sforzi non si possa arrivare a un risultato.
Un vecchio detto siciliano ci aiuta a comprendere
Quannu la furtuna nun ti dici jettati  'nterra e cugli vavaluci
Quanto la fortuna non ti aiuta buttati a terra e raccogli lumache
Un po’ come dire,  cerca di fare quello che puoi, anche il lavoro più umile,  ma resisti e non ti arrendere.
Raccogliere, lumache, funghi, erbe amare, tarassaco, cicoria, rughetta,  finocchietto, asparagi, capperi, era l’attività che facevano nel mondo contadino i disperati, e poi si recavano al mercato con un cesto della loro raccolta. Nella zona di Caltanissetta (in Sicilia) quei disperati venivano chiamati “fogliamari”, raccoglitori di foglie amare, qualcuno li definiva anche figli dell’amaro; erano degni di grande rispetto e solo a loro il Venerdì Santo veniva riservata la facoltà di portare sulle spalle in processione la statua sacra del Cristo Nero in Croce.
 Nella Bibbia spesso troviamo passi dove si raccomanda ai proprietari dei fondi di non raccogliere tutte le mandorle e le olive, di lasciarne un poco sugli alberi;  ed anche di lasciare spighe non raccolte tra  i campi.  Era il più antico modo di lasciare una silenziosa carità, che non sapesse di carità ma di attività possibile e libera.
Nel metropolitano mondo di oggi spesso le proibizioni impediscono qualsiasi forma di lavoro per arrangiarsi, in Italia siamo con le nostre norme degli specialisti delle proibizioni. Un piccolo commercio ambulante necessita di  autorizzazioni, concessione di suolo pubblico, partita IVA, iscrizione alla Camera di commercio. Si corre il rischio di vedersi sequestrate le cose che stai vendendo ed essere colpito da una mega multa. Se hai raccolto della erba amara e la vuoi vendere pretendono che paghi per tutte le pratiche un commercialista.
Ad esempio  ecco una notizia recente
"E' successo a Brescia. Giudicate voi - Sono arrivati addirittura in nove, neanche fosse una retata in grande stile, o l’arresto di un pericoloso latitante, una task force per allontanare dal suo angolino un mite pensionato, Gianfranco, che senza disturbare nessuno stava seduto accanto ad una pila di libri usati per cercare di venderli a libera offerta. In nove gli agenti della polizia locale di Brescia che hanno anche multato Gianfranco di 160 euro. Accuse certamente incontestabili: occupazione abusiva di suolo pubblico, mancata emissione di documento fiscale per la vendita dei volumi, hanno verbalizzato gli zelanti e inflessibili tutori dell’ordine.

 Accade puntualmente, e qualche volta i vigili esagerano, come lo scorso Natale a Milano con una multa di 3 mila euro comminata a un disoccupato che vendeva oggettini a Linate

Va lasciata la libertà di sopravvivere con qualche attività. Si possono comprendere le necessità di ordinare il suolo pubblico, ma le norme debbono essere semplici e non diventare delle persecutorie proibizioni. Le piccole attività in proprio sono state in passato una difesa occupazionale, le grandi catene di distribuzione hanno spazzato via il piccolo commercio, e gli obblighi burocratici e fiscali spesso strozzano tutte le attività marginali.
03/09/2013 francesco zaffuto

Immagine – vavaluci  attaccati a una pala di ficodindia dal blog http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=18337

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