sabato 25 febbraio 2017

in Italia si può morire di fatica

Paola Clemente, 49 anni, il 13 luglio del 2015 è morta di fatica nei campi di Andria (in Puglia). L’ha ammazzata il lavoro: dodici ore al giorno per 27 euro di paga. Dalla sua morte è partita una inchiesta della Procura di Trani che ieri ha portato all’arresto di sei persone per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro…  http://www.lastampa.it/2017/02/24/italia/cronache/morta-di-fatica-nei-campi-in-manette-sei-caporali-zEfgBoOQKFQM40xkJ1v8LL/pagina.html
Basterebbe un ufficio di collocamento pubblico in ogni comune per saltare l’intermediazione mafiosa del caporalato.


Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

mercoledì 22 febbraio 2017

Con i tassisti o con le concentrazioni?

Che i tassisti siano un po’ corporativi nel difendere il proprio lavoro e non hanno voluto l’arrivo di tanti altri tassisti, è una storia del passato che conosciamo. Ma ora i tassisti stanno lottando non solo per difendere le loro prerogative; stanno lottando per non essere spazzati via dall’avanzare delle grandi concentrazioni capitalistiche nel settore del trasporto.
Vediamo chi sono gli Ncc, eccoli:
Non sono certo pinco pallo; sono una grande società capitalista che è entrata nel settore, e pretende di operare negli stessi posteggi riservati al servizio taxi.
Vediamo il cosiddetto emendamento Lanzillotta (del PD) che ha fatto infuriare  i tassisti da un articolo dell’Ansa. http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/02/16/taxi-ecco-lemendamento-che-ha-scatenato-la-protesta_ce101aa9-fdf1-4edc-8341-db015b0fa93d.html
  Un nuovo slittamento, fino al 31 dicembre 2017, all'entrata in vigore delle misure che limitano i servizi di noleggio con conducente (Ncc): è quanto prevede l'emendamento al dl Milleproroghe che sta scatenando la protesta dei tassisti. La proposta di modifica, a prima firma della senatrice Linda Lanzillotta (Pd), specifica dunque quanto già previsto dal testo approvato dal governo che prevede una proroga al 31 dicembre 2017 del termine per l'emanazione del decreto del Ministero delle infrastrutture contro l'esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente. Decreto ministeriale che dovrebbe, spiegano i tecnici del Senato nel dossier, definire anche "gli indirizzi generali per l'attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi".
    Tornando all'emendamento approvato in commissione, il testo proroga a fine anno per il servizio di noleggio con conducente l'entrata in vigore del "divieto di sosta in posteggio di stazionamento su suolo pubblico nei comuni ove sia esercito il servizio di taxi. In detti comuni i veicoli adibiti a servizio di noleggio con conducente possono sostare, a disposizione dell'utenza, esclusivamente all'interno della rimessa".
Hanno ragione i tassisti ad essere preoccupati? Se io fossi un tassista lo sarei.
Passiamo ora ad Uber. Eccolo:
Qui siamo di fronte al capitalismo americano. Mentre Ncc vuole operare nel settore noleggio di auto di lusso, questi si vogliono pappare proprio tutto e forse a lungo andare ci riusciranno.

Sarebbe il caso che i tassisti, oltre a difendere i loro posteggi e il loro lavoro,  si facessero promotori di una qualche proposta di semplificazione delle licenze per fare entrare altri piccoli imprenditori, lavoratori come loro; per liberalizzare sul serio e non liberalizzare per le sole grandi multinazionali. Aumenterebbe qualche posto di lavoro per un po’ di giovani tassisti come loro.
Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

martedì 21 febbraio 2017

un manifesto per un’economia umana

Il manifesto è stato redatto da Oxfam, organizzazione internazionale che lotta contro la povertà.
Forse una firma non basta per risolvere i problemi, forse però può essere uno dei modi per cominciare a lottare
Ecco i il manifesto e i link dell’Oxfam
Unisciti a noi per chiedere al Governo e a tutte le forze politiche del nostro paese di porre le basi di un’economia umana, iniziando da:
1. Un sistema di tassazione più progressivo, che porti gli individui più ricchi e le grandi società a pagare la giusta quota di tasse su redditi e ricchezza. È necessario inoltre cooperare con gli altri governi per porre fine all’era dei paradisi fiscali e alla dannosa corsa al ribasso tra i paesi in materia fiscale.
2. Politiche occupazionali che garantiscano ai lavoratori un salario dignitoso e incoraggino le aziende a porre un limite massimo al divario retributivo tra i top manager e i loro dipendenti. In un contesto di forti cambiamenti del mondo del lavoro è essenziale assicurare che la tutela dei diritti dei lavoratori resti centrale, operando per la riduzione del precariato. L’innovazione tecnologia dovrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze, non ad accentuarle.
3. Servizi pubblici di qualità in ambito educativo e sanitario, adeguatamente sostenuti dal bilancio pubblico, a cui tutti possano avere accesso senza discriminazioni di alcun tipo e senza disparità dovute al contesto territoriale in cui vivono.
4. Uno sviluppo economico che rispetti i limiti naturali del nostro pianeta, favorendo investimenti in attività e tecnologie a basso impatto ambientale.
5. Un reale ascolto dei bisogni dei cittadini e non degli interessi di alcune élite privilegiate, rafforzando gli spazi di dialogo con la società civile.
Per firmare
per qualche notizia sull’organizzazione umanitaria


Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

lunedì 20 febbraio 2017

La corruzione ostacola il lavoro

Notizia del 2 febbraio 2017 da conservare.  
Oggetto da rubare: i fondi della comunita' europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficolta'. L'inchiesta riguarda, in particolare, la gestione dei fondi del credito sociale ed ha portato complessivamente all'arresto di nove persone.  
Personaggi ed interpreti: Si tratta di esponenti politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria, nonché due soggetti contigui alla cosca Mancuso.
AZIONE  I reati contestati, a vario titolo, agli indagati sono minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d'asta ed abuso d'ufficio.
valore di circa 2 milioni di euro. 
AL MOMENTO ARRESTATI
L’Italia registra i dati più alti di livello di corruzione percepita; ciò determina meno competitività, meno investimenti, meno produttività, meno progresso tecnico, meno innovazione, meno impresa e perciò più disoccupazione.
Ci sono imprenditori che non iniziano un’impresa, ci sono quelli che abbandonano, e gli imprenditori stranieri che scartano la possibilità di investire in Italia.

UN MOVIMENTO CONTRO LA CORRUZIONE
https://www.riparteilfuturo.it/corruzione-e-disoccupazione


Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

domenica 19 febbraio 2017

Allarme caduta prezzi del riso italiano

Allarme rosso per il riso italiano. Il timore di un collasso dei prezzi è reale. 
A Novara il Carnaroli, che i consumatori trovano sugli scaffali almeno a due euro al chilo, è stato quotato lunedì scorso da 350 fino a 390 euro la tonnellata. Negli anni scorsi era arrivato quasi al triplo.
Alcune varietà di riso sono vendute a prezzi che non coprono neanche i costi di produzione.  
 Con le importazioni dai Paesi asiatici rischia di saltare il sistema produttivo del riso italiano.
 E’ abbastanza evidente che insieme al riso possono cadere in disoccupazione il lavoratori di questo settore agricolo.
L’allarme è stato lanciato, nella sede del consorzio Est Sesia Confagricoltura e Cia, insieme con le associazioni di prodotto, i consorzi e le cooperative. Si chiede all’Europa una protezione del riso prodotto in Europa e di conseguenza di quello italiano.

Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

sabato 18 febbraio 2017

Danimarca agricoltura biologica al 100% entro il 2020

A quando in Italia? E si potrebbe avere anche un incremento occupazionale se si pensa al riciclo dei rifiuti organici e al maggior impiego della mano d’opera in agricoltura.
In Danimarca sono almeno 25 anni che si sperimentano metodi per l’agricoltura “biologica”. Nei quasi dieci anni dal 2007 ad oggi, la produzione di cibo organico e’ aumentata del 200%.
 Il governo ha gia’ deciso che incentiveranno la trasformazione di campi in cui si usa ancora di agricoltura convenzionale in campi in cui si usano metodi sostenibili e che attraverso pubblicita’ e sensibilizzazione cercheranno di aumentare ancora di piu’ la vendita di prodotti organici.
Ci saranno programmi nelle scuole per educare i bimbi e per spiegare i benefici dell’agricoltura organica agli studenti.
Entro il 2020 si vuole cosi *raddoppiare* la terra coltivata ad organico rispetto al 2007. Tutti i terreni di proprieta’ del governo verrano coltivati in modo naturale e seguendo metodi biodinamici. I privati che lo vorranno riceveranno sussidi e sara’ anche incentivata la ricerca sull’agricoltura sostenibile.

Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

venerdì 17 febbraio 2017

Più morti senza l'articolo 18

…in questi dieci anni di monitoraggio quello che salta di più agli occhi è che a morire sui “luoghi di lavoro” al 95% sono lavoratori che non hanno l’articolo 18, solo una piccola parte, meno del 5% non sono coperti da questo articolo che tutela chi lavora anche sulla Sicurezza …

Intervento di Carlo Soricelli curatore dell’ Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Il jobs act è un assassino
In questi dieci anni, unico in Italia a monitorare tutte le morti sul lavoro con l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, mi sono accorto della parzialità dei dati raccolti, e della mancanza di conoscenza da parte di tutti di questo fenomeno che produce oltre 1400 morti per infortuni ogni anno. Dal secondo anno di monitoraggio scrivo a tutti delle anomalie che ho riscontrato nel controllare tutte queste morti. “Repubblica” ha fatto un’inchiesta veramente ammirevole e completa su questo fenomeno e della “scomparsa” di tanti lavoratori morti mentre lavoravano. Sono diverse centinaia ogni anno che muoiono all’insaputa di tutti. Purtroppo anche dello Stato. Ma non voglio, per un'altra volta che la Segretaria della CISL Furlan, prenda un altro pugno nello stomaco come l’ha preso quando ha appreso della scomparsa di tanti morti dalle statistiche ufficiali e alla Segretaria Camusso vorrei dire di non fare come ha fatto: d’ignorare le mail che ho spedito anche a lei e a diversi segretari della CGIL, di ignorarli per poi dire come se fosse una cosa risaputa da tutti dell’entità di queste tragedie, tantissimi della CGIL sapevano di questo, lo SPI, in cui sono iscritto, mi ha intervistato con Stefano Gallerani dove dicevo queste cose e non solo. Quindi niente “furbate” e far finta di esserne interessati dopo che ne parla la grande stampa, mentre prima mai una parola. Idem con il responsabile della Sicurezza della CGIL, che mi ha tolto l’amicizia su Facebook dopo che avevo contestato la sua condiscendenza ai “grandi tavoli”. Dove non contestava le dimensioni del fenomeno dicendo che è in calo come poi dicevano le controparti. Cosa assolutamente non vera se si prendono tutti i morti sui LUOGHI DI LAVORO (esclusi i morti sulle strade e in itinere che richiedono interventi diversi). Dal 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio registriamo un aumento dello 0.7. Altro che cali favolosi ogni anno. Ma torniamo all’assassino il “jobs act”. Perché scrivo che è un assassino? Lo dico ai Segretari Furlan, Camusso e Barbagallo; in questi dieci anni di monitoraggio quello che salta di più agli occhi è che a morire sui “luoghi di lavoro” al 95% sono lavoratori che non hanno l’articolo 18, solo una piccola parte, meno del 5% non sono coperti da questo articolo che tutela chi lavora anche sulla Sicurezza, per il semplice fatto che ti possono licenziare con una scusa anche se ti rifiuti di svolgere lavori pericolosi. Un altro esempio. In questo 5% morti nelle aziende che hanno l’articolo 18, molti non sono dipendenti dell’azienda stessa, ma lavoratori esterni che eseguono lavori all’interno dello stabilimento. Quasi tutti questi lavoratori sono artigiani o lavoratori di piccole aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18. Da anni lo ripeto ai sindacati che a mio parere sono anche sadici. Ma come, vi sto dicendo che dov’è presente il Sindacato le morti sono quasi inesistenti? E cosa fanno, lo ignorano invece di esaltare questo valore? Purtroppo questo sfugge alla mia comprensione, oppure sono diventati talmente istituzionali che tutto quello che viene da fuori dalle verticalcaste di cui i vertici fanno parte, non esiste. Insomma un atteggiamento orwelliano. Ora non possono più ignorare quello che scrivo, non può ignorarlo neppure la politica, non possono ignorarlo i parlamentari che questo jobs act l'hanno votato, che ricordo a tutti elimina di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori quello che recita che non si può licenziare senza “giusta causa e giustificato motivo”. Tutti i nuovi assunti non godono più di questo articolo che tutela anche la vita di chi lavora. Lo scopo è evidente, comprimere i salari, dividere i lavoratori tra chi può scioperare e chi no (quelli col jobs act no, pena il licenziamento), perché non ha gli stessi diritti di un suo compagno assunto prima della Riforma voluta da Renzi, d’accordo con la parte più retriva degli industriali. Ma è una legge costituzionale se discrimina chi lavora anche nello stesso luogo? C'è tra i tanti amici qualche giurista che possa far chiarezza? Posso comprendere che tanti parlamentari in buona fede non hanno compreso fino in fondo le implicazioni che ha su chi lavora l’abolizione dell’articolo 18 col Jobs act. Del resto solo l'Osservatorio monitora tutte le morti sul lavoro e ha scoperto che senza l'articolo 18 si muore per infortuni. Davvero cari parlamentari volete distruggere conquiste fatte in un secolo di lotte? Davvero volete la distruzione di sindacati come CGIL, CISL e UIL che moriranno per mancanza di iscritti nel prossimo futuro se faranno i sindacati veri e non le cinghie di trasmissione delle aziende? Avete possibilità di rimediare, il Governo Gentiloni è nel pieno delle proprie funzioni. Si elimini il jobs act altrimenti nessuno caschi dalle nuvole se quello che scrivo poi si realizzerà.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro 
http://cadutisullavoro.blogspot.it/
Post scritto. Un altro lavoratore di 71 anni è morto cadendo da un tetto, oltre il 30% delle morti sul lavoro tutti gli anni ha oltre 60 anni. Non è il caso di non farne morire più e di mandarli in pensione?

Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

giovedì 16 febbraio 2017

Caso - Sevel/Atessa/Pipì - arriva in Parlamento

Il partito Sinistra Italiana ha presentato un’interrogazione parlamentare al premier Paolo Gentiloni sulla mancata pausa bagno alla Sevel di Atessa, stabilimento Fca (Fiat Chrysler): “Il 7 febbraio un operaio della fabbrica ha chiesto ripetutamente di poter andare al bagno, ma gli è stato vietato ed è stato costretto così a farsi la pipì addosso”, […]
Spesso le interrogazioni parlamentari lasciano il tempo che trovano. Chissà se risponderanno i parlamentari che si assentano molto spesso dall’aula del Parlamento, e magari fossero solo i cinque minuti necessari per fare la pipì.
il precedente post di Crea pane e lavoro sull’argomento
http://creapaneelavoro.blogspot.it/2017/02/quando-il-lavoro-diventa-farsela-addosso.html
Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

mercoledì 15 febbraio 2017

Lavoro a quasi dieci anni dall’inizio della crisi

Stralci di una intervista al sociologo Domenico De Masi
… Ogni giorno ci viene raccontato che la disoccupazione è effetto di una crisi passeggera ma, nei fatti, la crisi non passa e, anche se passasse, nessuno ci assicura che con essa cesserebbe anche la disoccupazione…. 
…..in Italia noi abbiamo 10 famiglie che hanno la ricchezza di 6 milioni di persone e anche se ogni membro di queste famiglie ricche possedesse una Ferrari o uno yacht non potrebbe mai consumare quanto 6 milioni di persone, per cui i consumi e l’economia ristagnano...
è impossibile dare dei consigli ai governi perché sono fatti dai ricchi, quindi non avremo mai la possibilità di risolvere tutto questo. Anche la Chiesa nota questa situazione, però dà come rimedio la carità cristiana. Lei pensa che la carità cristiana induca i ricchi a dividere la loro ricchezza coi poveri?...
…Oltre alla carità cristiana ci sarebbe il welfare che invece i governi stanno distruggendo. Il welfare significa aumentare le tasse ai ricchi per pagare anche l’assistenza ai poveri e invece tutti i governi si vantano del fatto di ridurre le tasse…
… invece di incazzarsi i giovani si vergognano. E anche i loro genitori si vergognano. Un padre si vergogna di dire che il figlio è disoccupato…
Certo, c’è questa follia per cui non solo un giovane è costretto a essere disoccupato ma si deve pure vergognare come se dipendesse dai lui.
…Noi abbiamo un governo che in due anni ha distrutto quasi tutti i diritti dei lavoratori, una buona parte almeno. Hanno tolto l’articolo 18, hanno eletto senatore Pietro Ichino, nel Pd eh…
(che fare?)
 …. (partire )Dalla consapevolezza delle vere cause e dei veri colpevoli. Poi nella seconda fase ci si organizza, nella terza fase ci si dà un obiettivo preciso, un bersaglio preciso, nella quarta fase si fanno delle rimostranze giuste e infine si parte.

Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

martedì 14 febbraio 2017

Risarcire quella morte straziata

Andate a verificare se è vero che questa famiglia è stata risarcita. E’ l’appello dell’Osservatorio morti sul lavoro
Per quattro anni quello di Mihai rimase un cadavere senza nome. Un fantasma sconosciuto all’anagrafe. Sulla lapide unicamente quelle due lettere: «N. N», non nominato.
Assunto al nero; e poi quella caduta dovuta alla mancanza di imbracature mentre, con un martello pneumatico, era alle prese con la «stonacatura» delle pareti di una villetta da ristrutturare. Ecco perché, durante una mattina del giugno 2009, il corpo senza vita di Mihai Istoc, 45 anni, la moglie e i due figli rimasti ad attenderlo in Romania, venne gettato — come fosse un sacco di spazzatura…
tutta la drammatica storia in questo link ....

Andate a verificare se è vero che questa famiglia è stata risarcita. E’ l’appello dell’Osservatorio morti sul lavoro
Cari Senatori Barozzino e Casson e Onorevole Airaudo. Cari giornalisti Ruffini e Fulloni. Per piacere occupatevene. Andate a verificare se è vero che questa famiglia è stata risarcita. Sono in Romania i familiari di Mihai. Ma l'INAIL è a Roma. Leggete questa vicenda così ben raccontata da Fulloni. Avrete gli occhi lucidi come me. Se si ha ancora il cuore nel petto, e in tantissimi l'abbiamo ancora. Una storia terrificante e maledetta, ma non isolata. Morti sul lavoro che camminano e vanno in altri luoghi ce ne sono tanti e che spariscono da ogni statistica. Noi dell'Osservatorio ne avevamo parlato già nel 2012 di questo lavoratore romeno. Che storia allucinante. L'INAIL dimostri che quello che ha detto è vero. Che riconosce questo lavoratore come un morto per infortunio sul lavoro, anche se in nero e che la sua famiglia è tutelata economicamente. Che la sta sostenendo. I nostri bravi giornalisti come Fulloni e Ruffini chiedano all'INAIL se lo stanno facendo, lo chiedano anche i nostri senatori e deputati che hanno presentato il DDL per il reato di "Omincidio sul Lavoro". L'Inail nell'inchiesta di Marco Ruffini per Repubblica ha detto che anche i lavoratori in nero vengono risarciti. Noi in Italia abbiamo grandi giornalisti e grande stampa che appureranno se è vero. Mihaii ci batteremo tutti per te e per la tua famiglia e per i tuoi diritti. Stanne sicuro. Così potrai riposare in pace. Un grazie da tutti gli italiani ai carabinieri e a tutte le Forze dell'Ordine che mai si sono rassegnate ad avere un corpo straziato e mangiato dagli animali senza sapere di chi fosse. Un grande ringraziamento anche alla magistratura che senza risorse fa miracoli.
Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

lunedì 13 febbraio 2017

Ma se le lettere a Mattarella fossero tante!?

Dopo la vicenda del 
un giovane lavoratore precario scrive a Mattarella
Mi chiamo Alessio ho 30 anni, e sono un lavoratore precario. Uno come tanti precari presenti in Italia oggi, un precario proprio come Michele che non ha più retto il peso di questa vita così difficile e ha scelto di non farne parte. Io mi rivolgo ai politici, al Presidente Mattarella, a tutti coloro che hanno la possibilità di avere un futuro, a tutti gli industriali che sfruttano ragazzi come me o come Michele con leggi assurde che gli permettono di trattarci come spazzatura, vi chiedo solo di avere coscienza e fare in modo che qualcosa cambi.
Il mio pensiero è un po’ il pensiero di tutti quelli che come me non possono programmare una vita, avere una famiglia e Dio mi aiuti se possiamo avere un bambino. Parlo per esperienza personale, ho lavorato per una multinazionale per ben 49 mesi, quando il limite massimo è di 36, e alla fine mi sono ritrovato in una causa per difendere un mio diritto, causa che probabilmente perderò perché in Italia noi lavoratori non siamo tutelati né dai politici né dalla legge.
E allora io mi chiedo...forse Michele ha capito che è tutto inutile? E come lui, quanti altri ragazzi possono arrivare a pensare questa cosa? Quante altre morti volete per arrivare a capire che Michele aveva ragione? Io forse non avrò mai il suo coraggio, forse continuerò a lavorare, anzi scusate ad arrangiare e non riuscirò mai a realizzarmi. Vivrò una vita di stenti senza avere la possibilità di poter vivere l’emozione di un matrimonio, di una nascita, di una vita dignitosa. Perché in fondo io come tanti, non chiediamo tanto, chiediamo solo che il primo articolo della Costituzione Italiana non sia solo inchiostro su carta.
Se qualcuno
 non lo sapesse l’articolo 1 dice testuali parole: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ecco, l’Italia è fondata sul lavoro, e non sul precariato. Spero che queste parole arrivino a qualcuno che possa darmi qualche risposta, spero che vengano lette e non disperse tra le tante cose che non si vogliono leggere.

Certo una lettera non riesce a muovere il macigno della disoccupazione e della precarietà, ma forse centinaia di migliaia di lettere potrebbero farlo; e si potrebbe fare ancora di più se sorgessero mille comitati di lotta dei precari e dei disoccupati.

Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

domenica 12 febbraio 2017

Immigrati a lavorare gratis???

L’idea di usare il lavoro per affrontare e risolvere le questioni di immigrazione regolare e clandestina è sicuramente una buona idea;  ma non deve diventare un occasione di sfruttamento improprio d’immigrati, di arricchimento per qualche azienda; e soprattutto non deve diventare fonte di divisione tra italiani disoccupati e immigrati.

sabato 11 febbraio 2017

Quando il lavoro diventa farsela addosso

Aveva chiesto più volte di poter lasciare la catena di montaggio per andare alla toilette.
Un lavoratore della Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, è stato costretto a urinarsi addosso perché gli è stato impedito di andare in bagno.

venerdì 10 febbraio 2017

Spesso viene raccontata una favola

Non mancano mai sui giornali italiani articoli che raccontano l’esperienza di uno o due italiani che hanno fatto fortuna all’estero. Qui un esempio di un articolo del 20 gennaio 2017 sul Fatto quotidiano che magnifica le condizioni di lavoro in Inghilterra

giovedì 9 febbraio 2017

Industria dell’auto – ripresa delle immatricolazioni


Dati del  mercato italiano dell'auto nel 2017: a gennaio - secondo i dati del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture - le immatricolazioni sono state 171.556, il 10,08% in più dello stesso mese del 2016.

mercoledì 8 febbraio 2017

Fallito il part time agevolato del governo Renzi

Fallito il part time agevolato del governo Renzi, riconosce il flop  lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, riconosce che la misura non ha dato i risultati sperati e che bisognerà far ricorso a «strumenti diversi».
Sono state infatti appena 200 le domande accolte dall'Inps

martedì 7 febbraio 2017

Raga, vi vogliono silenziosi e divisi: lottate, lottate,lottate. Difendete la vostra vita. Michele, trenta anni, si è tolto la vita stanco di disoccupazione e di precariato.

Raga, vi vogliono silenziosi e divisi: lottate, lottate,lottate. Difendete la vostra vita.
Michele, trenta anni,  si è tolto la vita stanco di disoccupazione e di precariato. I genitori hanno voluto pubblicare su Il Messaggero Veneto, la lettera-denuncia del figlio. 
Riportiamo qui la lettera di Michele apparsa oggi 7 febbraio 2017 sul Messaggero Veneto
di MICHELE
Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.
Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

lunedì 6 febbraio 2017

Potevi essere in pensione e muori sul lavoro

Due ultrasessantenni morti sul lavoro in un solo giorno
66 anni cadendo cadendo in una casa in ristrutturazione
63 anni muore alla guida di un camion
Da blog di Carlo Soricelli “Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro in Italia” http://cadutisullavoro.blogspot.it/
6 febbraio 2017

Anche nella giornata di oggi ci sono altri due lavoratori morti sui luoghi di lavoro.

sabato 4 febbraio 2017

Karoshi, morte per superlavoro in Giappone

«karoshi»: la morte per sfinimento sul lavoro, 200 morti l'anno.
Anche molti casi di suicidio in Giappone sono stati imputati al superlavoro.
Dopo l’ennesimo caso di morte per  «karoshi»:  il Governo ha messo mano a una riforma che prevede un tetto mensile medio di straordinari a 60 ore, ma con eccezioni di 100 ore per i mesi di grande domanda della produzione.
Una morte per infarto viene considerata «karoshi» se il dipendente ha fatto 100 ore di straordinario il mese precedente…

Per i post recenti o in evidenza di Crea pane e lavoro vai all’ Home page

venerdì 3 febbraio 2017

Conferenza su DDL: Introduzione del reato di omicidio sul lavoro

GIOVEDI' 9 febbraio 2017 ORE 13,00
Sala Caduti di Nassirya
Palazzo Madama - Senato della Repubblica
Conferenza di presentazione del DDL: "INTRODUZIONE DEL REATO DI OMICIDIO SUL LAVORO
Nella conferenza saranno presentati gli Atti del Convegno di Medicina Democratica ( tenuto presso il Senato della Repubblica il 23 settembre 2016, edito da MD, AIEA, Isde, Legambiente, Cittadini Reattivi)
Ne dà notizia Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, che è stato invitato alla Conferenza di presentazione

giovedì 2 febbraio 2017

Palermo: energia elettrica dal mare si può ...

Una soluzione rivoluzionaria arriva dall’Università di Palermo.
Con l’acqua di mare si può produrre energia elettrica sfruttando gli impianti di dissalazione. Energia pulita a basso costo e a impatto ambientale zero, che al contrario di quella eolica o solare non ha bisogno della presenza di vento o luce diurna per essere prodotta.

mercoledì 1 febbraio 2017

Dicembre disoccupazione al palo del 12%

Il tasso di disoccupazione a dicembre è rimasto stabile in Italia attestandosi al 12 per cento (in crescita però dall'11,6 del dicembe 2015).

martedì 31 gennaio 2017

Emigrati, Trump e Silicon Valley

Circa il 74 per cento di chi lavora nella Silicon Valley nell’ambito informatico e ha un’età compresa fra i 25 e i 44 anni è nato fuori dagli Stati Uniti.

lunedì 30 gennaio 2017

Qui anche con il dottorato non trovi

In Italia nonostante una carriera universitaria brillante, e con dottorato in Ingegneria, puoi anche non trovare un lavoro.

domenica 29 gennaio 2017

Il lavoro, da una provincia all’altra

Vibo Valentia è la provincia italiana con il tasso di occupazione più basso (appena il 35,8% nella fascia tra i 15 e i 64 anni) mentre Bolzano si conferma quella con il tasso più alto (71,4%);

sabato 28 gennaio 2017

Voucher e Corte Costituzionale

La Consulta, nelle motivazioni sull’ammissibilità del referendum abrogativo dei voucher, spiega che nella disciplina che regola i buoni lavoro: "viene a mancare qualsiasi riferimento alla occasionalità della prestazione lavorativa quale requisito strutturale dell'istituto".

venerdì 27 gennaio 2017

In Italia neanche il più misero lavoro è libero

Sono almeno una settantina, la gran parte laureati o diplomati. Ma disoccupati. E oggi candidati a diventare lustrascarpe nelle centralissime vie di Palermo.
Candidati per diventare lustrascarpe?
Candidati!

giovedì 26 gennaio 2017

CGIL: voucher strumento malato da abrogare

Dal documento consegnato oggi (giovedì 26 gennaio) dalla Cgil nazionale nel corso dell'audizione in Commissione Lavoro della Camera

Dipendenti di Carrefour in sciopero il 27 e 28 gennaio

Dipendenti di  Carrefour in sciopero nazionale il 27 e 28 gennaio dopo la decisione della multinazionale francese di avviare una ristrutturazione con 500 esuberi e la chiusura dei punti vendita di Borgomanero, Trofarello e Pontecagnano.

Si arricchivano sulla disoccupazione

Il tribunale di Messina ha inflitto una condanna ben pesante: undici anni di reclusione per il parlamentare di Forza Italia Francantonio Genovese, ritenuto il capo di quell'associazione per delinquere che per molti anni ha drenato risorse regionali per 60 milioni di euro destinati alla Formazione professionale.