martedì 21 marzo 2017

In 970 mila famiglie lavora solo la donna, e in un milione e 85 mila non lavora nessuno

Istat - Sono 970 mila le famiglie, con e senza figli, dove la donna risulta occupata a tempo pieno o part time, mentre l'uomo è in cerca di occupazione o inattivo (pensionato o comunque fuori dal mercato del lavoro). E' quanto emerge dalle tabelle dell'Istat aggiornate al 2016. Il dato riguarda i coniugi o i conviventi tra i 25 e i 64 anni.
Istat - Numero delle famiglie senza  alcun reddito da lavoro 2016. Rispetto allo scorso anno non cambia pressoché nulla: si passa da 1 milione 92 mila a 1 milione 85 mila (-0,7%).

L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro
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domenica 19 marzo 2017

Assegno ricollocazione! Ma che vuol dire?

Assegno ricollocazione! Ma che vuol dire?
Non è tanto facile da capire.
 Al via l'assegno di ricollocazione. Lo ha annunciato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ad Avellino dove ha visitato il centro per l'impiego. "Le trentamila lettere - ha detto il premier - sono il 10% del totale di quelle che verranno inviate a regime".

I destinatari dell'assegno di ricollocazione sono stati individuati tra i lavoratori che percepiscono da almeno quattro mesi la Naspi (la nuova indennità di disoccupazione).
Ma a chi va l’assegno?
 Un bonus fino ad un massimo di 5000 euro per poter usufruire di "assistenza intensiva" alla ricollocazione in un centro per l'impiego oppure in un'agenzia per il lavoro accreditata. La somma tuttavia verrà erogata all'agenzia soltanto a risultato assicurato, nel caso in cui il lavoratore disoccupato abbia effettivamente ottenuto un nuovo lavoro.
In pratica  alcuni lavoratori disoccupati, già assistiti dalla indennità di disoccupazione, potrebbero forse trovare lavoro grazie all’interessamento di agenzie per il ricollocamento, ed a tali agenzie lo Stato viene a dare un regalo.
L’agenzia cercherà di trovare una collocazione da cui potrà ricavare il premio. Il premio deriva da una minore uscita dello Stato per indennità di disoccupazione. Le agenzie (enti privati) che venivano pagate dai datori di lavoro ora in qualche modo le pagheremo noi.
Se sei un disoccupato in cerca di primo impiego ovviamente tu non c’entri.   
Il Governo assicura che questa misura è un proseguimento delle bellezze del jobs act, questo l’avevamo capito. 
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venerdì 17 marzo 2017

VOUCHER: buttato il bambino con l’acqua sporca

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge per l'abolizione dei voucher, i buoni lavoro da 10 euro lordi (7,5 euro netti) che servivano per pagare le prestazioni occasionali.
 Il governo ha inserito nel testo anche le nuove norme sugli appalti per il reinserimento del principio di solidarietà tra committente e appaltatore, in modo da disinnescare anche il secondo quesito referendario che era stato posto dalla Cgil.
 L’abolizione totale dei voucher è più di quello che si poteva aspettare la CGIL; la Camusso ha dovuto registrare una vittoria superiore alle sue aspettative.
 Nei fatti il Governo ha voluto disinnescare il referendum già stabilito per la sua data.   
 Eliminare parzialmente la normativa sui voucher cercando di migliorare la normativa stessa poneva un problema: l’eventuale giudizio dell’ufficio della Cassazione, che poteva considerare la modifica non bastevole per evitare il referendum.
  E allora arriva subito la genialità: eliminarli totalmente.
 Il problema è salvare il Governo Gentiloni, e salvare anche la nomea del Governo Renzi da una nuova batosta referendaria.
 Cosa importa se l’INPS diceva che era una buna cosa modificare i voucher senza abolirli. Cosa importa se gli stessi sindacati si sarebbero accontentati di alcune modifiche sostanziali. Per il Governo la cosa migliore è stata quella di non correre rischi.
Ed ecco che arriva la dichiarazione del Ministro del Lavoro Poletti:
"Ora riflessione con i sindacati sul lavoro occasionale".
Ma perché non l’hai fatto prima quando i sindacati un paio d’anni fa te l’hanno chiesta?



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mercoledì 15 marzo 2017

Si chiama Carestia

Se pensiamo alla nostra esistenza fisica è immediato il pensiero all’acqua e al cibo.
Proviamo a pensare all’esistenza di altri,  di un cane o di un gatto di cui ci vogliamo pigliare cura, anche questa volta è immediato il pensiero all’acqua e al cibo.
Se l’ONU dice che è in atto una spaventosa carestia e stanno per morire 20 milioni di persone per mancanza di acqua e cibo, si evita di pensare e si pensa ad altro.
Ebbene, vediamo il recente allarme lanciato dall’ONU
 "Il mondo si trova di fronte alla più grande crisi umanitaria dal 1945 con oltre 20 milioni di persone colpite da fame e carestia": lo ha detto il capo degli affari umanitari dell'Onu, Stephen O'Brien.
    "Senza sforzi globali collettivi e coordinati, la gente morirà di fame, e molti altri soffriranno e moriranno a causa delle malattie", ha aggiunto O'Brien durante una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu. Quindi ha chiesto l'invio immediato di fondi per lo Yemen, il Sud Sudan, la Somalia e la Nigeria.
Ebbene, quanti telegiornali e giornali riportano questo allarme come prima notizia, a caratteri cubitali, dedicando tutto il tempo necessario?
Ebbene, quanti politici hanno sollevato la questione nelle sedi istituzionali con carattere di urgenza?
I grandi USA, Europa, Russia, Cina che fanno??? Non si può pensare che per tale catastrofe possa bastare la carità
individuale.
Certo tutti dobbiamo fare qualcosa e tutti abbiamo delle responsabilità di fronte a dover dare un aiuto urgente, ma la responsabilità di chi ha scelto di dedicarsi alla politica è maggiore.
Perché gli uomini politici italiani non si curano di ciò?
Perché la stampa non dà il giusto peso di questa priorità?
Forse si desidera, inconsciamente, la morte per fame e sete di queste persone, come selezione naturale?
Forse ci consideriamo totalmente impotenti agli eventi della Terra, mentre abbiamo la presunzione di esplorare pianeti di altre galassie?
Forse non esistiamo come umani?
Forse non esistiamo?

(francesco zaffuto)

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domenica 12 marzo 2017

POVERI: arriva il reddito d’inclusione

Non è il reddito di cittadinanza e non è una indennità di disoccupazione generalizzata. Non si baserà sui singoli individui ma sui nuclei familiari poveri.
Dopo due anni di studi e ripensamenti arriva l’elemosina di Stato, chiamata Reddito d’inclusione.
Arriva con molto ritardo e non sarà sufficiente per aiutare tutti; comunque la costruzione di questo nuovo Istituto è da salutare positivamente perché almeno evidenzierà il problema della povertà e della mancanza di lavoro.
Via libera dall'Aula del Senato al Ddl delega sul contrasto alla povertà che è stato approvato con 138 Sì, 71 No, 21 astenuti. Il provvedimento che ha già incassato l'ok della Camera diventa legge e dopo i decreti attuativi del Governo, che dovrebbero essere pronti fra qualche settimana, diventerà operativo.
Le risorse stanziate sono di circa 2 miliardi di euro per il 2017 e altrettanti per il 2018.  Con queste risorse non si sa bene se si potranno aiutare 400 mila famiglie o un numero superiore

Il "reddito di inclusione" sarà condizionato "alla prova dei mezzi, effettuata attraverso l'indicatore della situazione economica equivalente (Isee)". Con questo provvedimento il governo è delegato anche a riordinare le prestazioni di natura assistenziale di contrasto della povertà .
Il provvedimento prevede la destinazione prioritaria ai nuclei familiari con figli minorenni e successivamente ai soggetti con maggiore difficoltà di inserimento e di ricollocazione nel mercato del lavoro.

Quanto?

La delega non precisa né a quanto dovrà ammontare il sostegno né dà indicazioni sulla soglia di povertà. Si è stabilito, comunque, che "nella definizione del beneficio si tiene conto della condizione economica del nucleo familiare e della sua relazione con una soglia di riferimento per l'individuazione della condizione di povertà". In sostanza, viene spiegato, con questa specifica il governo dovrà individuare il quantitativo economico della misura che sarà erogata e che spetterà al destinatario tenendo conto della sua situazione economica. Per esempio, se l'esecutivo deciderà di fissare la misura in 400 euro e un possibile destinatario ha un reddito, sempre calcolato in base all'Isee, di 350 euro il sussidio ammonterà a 50 euro.
 Per beneficiare della misura occorrerà un "requisito di durata minima della residenza sul territorio nazionale nel rispetto dell'ordinamento dell'Unione europea". La misura è, infatti, destinata anche alle persone che non hanno cittadinanza italiana, in rispetto alle norme dell'Unione europea. Non potranno, invece, usufruire della "reddito di inclusione" gli italiani residenti in pianta stabile all'estero.
Il metodo di distribuzione forse sarà attraverso la tesserina per fare la spesa. 

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giovedì 9 marzo 2017

Reintegrato l’operaio licenziato per malattia

Quando è rientrato in azienda, dopo sei mesi di malattia per un trapianto di fegato, ha scoperto che, nel frattempo, era stato licenziato.
E i compagni di lavoro hanno subito proclamato uno sciopero per manifestare solidarietà al lavoratore e condannare il comportamento dell’azienda. 
La ditta ha fatto marcia indietro revocando il licenziamento.
La solidarietà serve!!
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/io-licenziato-dopo-trapianto

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Sei rimasto vivo! Bene, licenziato.

Rientri al lavoro dopo un trapianto di fegato, avevi poche probabilità di sopravvivere, per fortuna sei vivo: ma sei licenziato.
Questa volta però gli altri compagni di lavoro scendono in sciopero …

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domenica 5 marzo 2017

quel lavoro che brucia la vita

Migranti: incendio in Gran Ghetto di Rignano, 2 morti. In un primo momento le indagini avevano escluso il rogo doloso, ora viene anche valutata l’ipotesi dolosa. Qui sotto i due link dell’Ansa di questi due drammatici giorni.


Ansa di oggi
Ansa giorno precedente
Una cosa è certa, quei due giovani uomini sono morti a causa delle condizioni d’inagibilità delle baracche in cui vivevano e per supersfruttamento
della manodopera. In Italia è stata recentemente approvata una buna legge per contrastare il caporalato
ma mancano le condizioni minime per impedire che il caporalato si possa continuare a formare.
Le condizione minime di normalità sono sono due:
1 stabilire per legge la paga minima oraria
2 stabilire in ogni comune un ufficio pubblico di collocamento a cui tutte le ditte debbono fare riferimento.
Solo attraverso queste due condizioni si può debellare effettivamente il capolarato, e determinare condizioni di parità di trattamento tra lavoratori italiani e stranieri.

 Se si lasciano inalterate le condizioni esistenti avremo: odio tra lavoratori italiani e stranieri; supersfruttamento inumano dei lavoratori stranieri; arricchimento della malavità. Si debbono dare una regolata su questo fronte GOVERNO E SINDACATI, che fino ad oggi sono stati contrari a questi due punti.
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sabato 4 marzo 2017

Troppo poveri! Allora restituite gli 80 euro

 Più di 438mila italiani con redditi molto bassi hanno dovuto restituire allo Stato il bonus di 80 euro ricevuto nel 2015. Perché al momento di compilare la dichiarazione hanno scoperto di aver guadagnato meno di 7.500 euro, troppo poco per averne diritto. E’ quello che emerge dalle tabelle del ministero dell’Economia sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2016 e relative agli introiti dell’anno prima. Contando anche i contribuenti che hanno superato il tetto massimo dei 26mila euro, le persone a cui lo Stato ha chiesto indietro il bonus Irpef da 80 euro sono state 1,7 milioni. Di questi, 966mila lo hanno reso integralmente e 765mila in parte, facendo tornare nelle casse dell’erario 508 milioni complessivi a fronte dei 9 miliardi spesi.
Maggiori dettagli su

Il problema della restituzione si era già verificato nell’anno fiscale precedente, ed è il frutto del particolare perverso meccanismo con cui fu varata la restituzione fiscale degli 80 euro. 

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giovedì 2 marzo 2017

La Ue di Juncker e la disoccupazione

"Sulla disoccupazione non facciamo altro che incontrarci, proponiamo di ridurla ma questo è fuori dalle possibilità Ue, possiamo stimolare gli investimenti ma ciò non porta alla riduzione sistematica della disoccupazione", ha spiegato Juncker. "Non possiamo fare come se la Ue possa risolvere da sola questo problema”. Juncker ha scelto questo come esempio delle battaglie non alla portata della Ue.
Certo le responsabilità maggiori sulla disoccupazione sono in capo ai Governi dei diversi paesi; ma se la Ue impone ai governi nazionali alcune scelte in materia di privatizzazioni,  impedisce  aiuti pubblici ad aziende in crisi, e decide quali sono i settori da aiutare; nei fatti determina una certa parte delle stesse politiche nazionali; allora le scelte della Ue debbono avere come obbiettivo quello di ridurre la disoccupazione.

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martedì 28 febbraio 2017

Renzi e il “lavoro di cittadinanza”

Renzi difende a spada tratta il lavoro fatto con il Jobs Act, come "tutti i tre anni di grandi passi avanti", ma è un tassello al quale ne vanno aggiunti altri per rispondere alla questione di fondo: come sostenere un sistema di protezione a chi resta fuori dal processo di innovazione.
"Fermare il progresso e la tecnologia o pensare di rallentare è assurdo", sostiene l'ex premier: "Le invenzioni, dalla stampa all'automobile, hanno avuto sempre ricadute sociali. Compito della politica è ora affrontare i problemi che derivano dalla rivoluzione digitale e i costi in termini di perdita di posti di lavoro". Ma, aggiunge, "contesto la risposta grillina al problema. Garantire uno stipendio a tutti non risponde all'articolo 1 della nostra Costituzione che parla di lavoro non di stipendio. Il lavoro non è solo stipendio, ma anche dignità. Il reddito di cittadinanza nega il primo articolo della nostra Costituzione", invece "serve un lavoro di cittadinanza".

Vogliamo subito dirle che siamo d’accordo con Lei, signor ex Presidente Renzi, un lavoro dignitoso per tutti. Ma nel frattempo che facciamo se non abbiamo i mezzi di sopravvivenza.
Signor ex Presidente Renzi le ricordiamo che oltre all’articolo 1 della Costituzione, esiste anche l’articolo 38. ,,, I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidita` e vecchiaia, disoccupazione involontaria. ,,,

sabato 25 febbraio 2017

in Italia si può morire di fatica

Paola Clemente, 49 anni, il 13 luglio del 2015 è morta di fatica nei campi di Andria (in Puglia). L’ha ammazzata il lavoro: dodici ore al giorno per 27 euro di paga. Dalla sua morte è partita una inchiesta della Procura di Trani che ieri ha portato all’arresto di sei persone per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro…  http://www.lastampa.it/2017/02/24/italia/cronache/morta-di-fatica-nei-campi-in-manette-sei-caporali-zEfgBoOQKFQM40xkJ1v8LL/pagina.html
Basterebbe un ufficio di collocamento pubblico in ogni comune per saltare l’intermediazione mafiosa del caporalato.


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mercoledì 22 febbraio 2017

Con i tassisti o con le concentrazioni?

Che i tassisti siano un po’ corporativi nel difendere il proprio lavoro e non hanno voluto l’arrivo di tanti altri tassisti, è una storia del passato che conosciamo. Ma ora i tassisti stanno lottando non solo per difendere le loro prerogative; stanno lottando per non essere spazzati via dall’avanzare delle grandi concentrazioni capitalistiche nel settore del trasporto.

martedì 21 febbraio 2017

un manifesto per un’economia umana

Il manifesto è stato redatto da Oxfam, organizzazione internazionale che lotta contro la povertà.
Forse una firma non basta per risolvere i problemi, forse però può essere uno dei modi per cominciare a lottare
Ecco i il manifesto e i link dell’Oxfam

lunedì 20 febbraio 2017

La corruzione ostacola il lavoro

Notizia del 2 febbraio 2017 da conservare.  
Oggetto da rubare: i fondi della comunita' europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficolta'. L'inchiesta riguarda, in particolare, la gestione dei fondi del credito sociale ed ha portato complessivamente all'arresto di nove persone.  

domenica 19 febbraio 2017

Allarme caduta prezzi del riso italiano

Allarme rosso per il riso italiano. Il timore di un collasso dei prezzi è reale. 
A Novara il Carnaroli, che i consumatori trovano sugli scaffali almeno a due euro al chilo, è stato quotato lunedì scorso da 350 fino a 390 euro la tonnellata. Negli anni scorsi era arrivato quasi al triplo.

sabato 18 febbraio 2017

Danimarca agricoltura biologica al 100% entro il 2020

A quando in Italia? E si potrebbe avere anche un incremento occupazionale se si pensa al riciclo dei rifiuti organici e al maggior impiego della mano d’opera in agricoltura.
In Danimarca sono almeno 25 anni che si sperimentano metodi per l’agricoltura “biologica”. Nei quasi dieci anni dal 2007 ad oggi, la produzione di cibo organico e’ aumentata del 200%.

venerdì 17 febbraio 2017

Più morti senza l'articolo 18

…in questi dieci anni di monitoraggio quello che salta di più agli occhi è che a morire sui “luoghi di lavoro” al 95% sono lavoratori che non hanno l’articolo 18, solo una piccola parte, meno del 5% non sono coperti da questo articolo che tutela chi lavora anche sulla Sicurezza …

Intervento di Carlo Soricelli curatore dell’ Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

giovedì 16 febbraio 2017

Caso - Sevel/Atessa/Pipì - arriva in Parlamento

Il partito Sinistra Italiana ha presentato un’interrogazione parlamentare al premier Paolo Gentiloni sulla mancata pausa bagno alla Sevel di Atessa, stabilimento Fca (Fiat Chrysler): “Il 7 febbraio un operaio della fabbrica ha chiesto ripetutamente di poter andare al bagno, ma gli è stato vietato ed è stato costretto così a farsi la pipì addosso”, […]
Spesso le interrogazioni parlamentari lasciano il tempo che trovano. Chissà se risponderanno i parlamentari che si assentano molto spesso dall’aula del Parlamento, e magari fossero solo i cinque minuti necessari per fare la pipì.
il precedente post di Crea pane e lavoro sull’argomento
http://creapaneelavoro.blogspot.it/2017/02/quando-il-lavoro-diventa-farsela-addosso.html
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mercoledì 15 febbraio 2017

Lavoro a quasi dieci anni dall’inizio della crisi

Stralci di una intervista al sociologo Domenico De Masi
… Ogni giorno ci viene raccontato che la disoccupazione è effetto di una crisi passeggera ma, nei fatti, la crisi non passa e, anche se passasse, nessuno ci assicura che con essa cesserebbe anche la disoccupazione…. 

martedì 14 febbraio 2017

Risarcire quella morte straziata

Andate a verificare se è vero che questa famiglia è stata risarcita. E’ l’appello dell’Osservatorio morti sul lavoro
Per quattro anni quello di Mihai rimase un cadavere senza nome. Un fantasma sconosciuto all’anagrafe. Sulla lapide unicamente quelle due lettere: «N. N», non nominato.

lunedì 13 febbraio 2017

Ma se le lettere a Mattarella fossero tante!?

Dopo la vicenda del 
un giovane lavoratore precario scrive a Mattarella
Mi chiamo Alessio ho 30 anni, e sono un lavoratore precario. Uno come tanti precari presenti in Italia oggi, un precario proprio come Michele che non ha più retto il peso di questa vita così difficile e ha scelto di non farne parte. Io mi rivolgo ai politici, al Presidente Mattarella, a tutti coloro che hanno la possibilità di avere un futuro, a tutti gli industriali che sfruttano ragazzi come me o come Michele con leggi assurde che gli permettono di trattarci come spazzatura, vi chiedo solo di avere coscienza e fare in modo che qualcosa cambi.

domenica 12 febbraio 2017

Immigrati a lavorare gratis???

L’idea di usare il lavoro per affrontare e risolvere le questioni di immigrazione regolare e clandestina è sicuramente una buona idea;  ma non deve diventare un occasione di sfruttamento improprio d’immigrati, di arricchimento per qualche azienda; e soprattutto non deve diventare fonte di divisione tra italiani disoccupati e immigrati.

sabato 11 febbraio 2017

Quando il lavoro diventa farsela addosso

Aveva chiesto più volte di poter lasciare la catena di montaggio per andare alla toilette.
Un lavoratore della Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, è stato costretto a urinarsi addosso perché gli è stato impedito di andare in bagno.

venerdì 10 febbraio 2017

Spesso viene raccontata una favola

Non mancano mai sui giornali italiani articoli che raccontano l’esperienza di uno o due italiani che hanno fatto fortuna all’estero. Qui un esempio di un articolo del 20 gennaio 2017 sul Fatto quotidiano che magnifica le condizioni di lavoro in Inghilterra

giovedì 9 febbraio 2017

Industria dell’auto – ripresa delle immatricolazioni


Dati del  mercato italiano dell'auto nel 2017: a gennaio - secondo i dati del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture - le immatricolazioni sono state 171.556, il 10,08% in più dello stesso mese del 2016.

mercoledì 8 febbraio 2017

Fallito il part time agevolato del governo Renzi

Fallito il part time agevolato del governo Renzi, riconosce il flop  lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, riconosce che la misura non ha dato i risultati sperati e che bisognerà far ricorso a «strumenti diversi».
Sono state infatti appena 200 le domande accolte dall'Inps

martedì 7 febbraio 2017

Raga, vi vogliono silenziosi e divisi: lottate, lottate,lottate. Difendete la vostra vita. Michele, trenta anni, si è tolto la vita stanco di disoccupazione e di precariato.

Raga, vi vogliono silenziosi e divisi: lottate, lottate,lottate. Difendete la vostra vita.
Michele, trenta anni,  si è tolto la vita stanco di disoccupazione e di precariato. I genitori hanno voluto pubblicare su Il Messaggero Veneto, la lettera-denuncia del figlio. 
Riportiamo qui la lettera di Michele apparsa oggi 7 febbraio 2017 sul Messaggero Veneto
di MICHELE
Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.
Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

lunedì 6 febbraio 2017

Potevi essere in pensione e muori sul lavoro

Due ultrasessantenni morti sul lavoro in un solo giorno
66 anni cadendo cadendo in una casa in ristrutturazione
63 anni muore alla guida di un camion
Da blog di Carlo Soricelli “Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro in Italia” http://cadutisullavoro.blogspot.it/
6 febbraio 2017

Anche nella giornata di oggi ci sono altri due lavoratori morti sui luoghi di lavoro.

sabato 4 febbraio 2017

Karoshi, morte per superlavoro in Giappone

«karoshi»: la morte per sfinimento sul lavoro, 200 morti l'anno.
Anche molti casi di suicidio in Giappone sono stati imputati al superlavoro.
Dopo l’ennesimo caso di morte per  «karoshi»:  il Governo ha messo mano a una riforma che prevede un tetto mensile medio di straordinari a 60 ore, ma con eccezioni di 100 ore per i mesi di grande domanda della produzione.
Una morte per infarto viene considerata «karoshi» se il dipendente ha fatto 100 ore di straordinario il mese precedente…

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